
La Sicilia orientale si è svegliata nel cuore dell’emergenza nella mattina di mercoledì 4 marzo, quando un terremoto di magnitudo 4.5 ha fatto tremare abitazioni, uffici e scuole in diverse province dell’Isola. La scossa principale è stata registrata alle 07.05 dalla sala operativa dell’Ingv – Osservatorio etneo di Catania, che ha localizzato l’epicentro a nord-ovest di Ragalna, a una profondità estremamente superficiale di soli quattro chilometri.
Proprio la ridotta profondità ha amplificato gli effetti del sisma, rendendolo nettamente percepibile non solo nella provincia di Catania ma anche nei territori di Messina e Siracusa. In pochi istanti la popolazione è stata colta dalla paura: in molti hanno lasciato le proprie case per precauzione, mentre ai centralini comunali sono iniziate ad arrivare numerose richieste di informazioni e segnalazioni di danni.
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I primi danni e le parole del sindaco Nino Caruso
Il comune più vicino all’epicentro è stato Ragalna, dove la scossa è stata avvertita con particolare intensità. Il sindaco Nino Caruso ha fornito un primo bilancio parlando di un risveglio improvviso e carico di tensione per l’intera comunità. Al Comune sono già pervenute circa 600 segnalazioni di danni evidenti a case private, tra crepe nei muri, distacchi di intonaco e lesioni da verificare.
Il primo cittadino ha precisato che il quadro complessivo è ancora in fase di definizione, sottolineando però un dato rassicurante: al momento non risultano feriti né vittime. Un elemento che alleggerisce, almeno in parte, la preoccupazione per quanto accaduto.
Anche il Municipio di Ragalna ha riportato alcune conseguenze dalla scossa. Dopo un sopralluogo tecnico, l’edificio è stato dichiarato agibile, ma l’amministrazione ha scelto di interdirlo temporaneamente al pubblico per motivi precauzionali. All’interno è stato comunque attivato il Centro Operativo Comunale (Coc) per coordinare gli interventi e gestire l’assistenza alla popolazione.

Controlli in corso e sciame sismico
Subito dopo il terremoto in provincia di Catania, sono scattate le verifiche su tutto il territorio interessato. I Vigili del Fuoco e i tecnici della Protezione Civile regionale sono impegnati nelle ispezioni di edifici pubblici e privati per accertare la stabilità delle strutture e valutare eventuali criticità. Le verifiche riguardano scuole, uffici comunali, abitazioni e infrastrutture strategiche.
L’Ingv ha inoltre segnalato che, dopo la scossa principale delle 07.05, è in corso uno sciame sismico. Sono state registrate altre 14 scosse di minore intensità, con magnitudo compresa tra 1.2 e 2.7. Eventi che, pur non avendo provocato ulteriori danni significativi, mantengono alta l’attenzione tra i cittadini e le autorità.
La combinazione tra epicentro superficiale e successione di scosse ha contribuito ad aumentare la percezione del rischio tra la popolazione. Tuttavia, le autorità ribadiscono che la situazione è sotto controllo e che non si registrano, al momento, conseguenze gravi per le persone.

Monitoraggio costante e assistenza alla popolazione
Il Centro Operativo Comunale di Ragalna resta attivo per coordinare le attività di monitoraggio e per raccogliere ulteriori segnalazioni. L’obiettivo è completare in tempi rapidi la mappatura dei danni e garantire supporto ai cittadini che hanno riscontrato criticità nelle proprie abitazioni.
Il terremoto di magnitudo 4.5 in Sicilia orientale riporta l’attenzione sulla vulnerabilità sismica dell’area etnea, dove la frequente attività tellurica impone controlli costanti e piani di emergenza sempre aggiornati. In attesa di ulteriori sviluppi dello sciame sismico, le istituzioni invitano alla prudenza e a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali.
L’assenza di feriti rappresenta, al momento, l’elemento più rassicurante di una mattinata segnata dalla paura, mentre proseguono le verifiche tecniche per accertare l’entità effettiva dei danni agli edifici a Ragalna e nei comuni limitrofi.


