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Monaldi, lettera del personale contro il primario Oppido: “Clima di paura e sfiducia”

Pubblicato: 04/03/2026 18:20

Una lettera firmata dal personale infermieristico, dagli OSS e dai tecnici della sala operatoria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli denuncia un clima di sfiducia reciproca all’interno del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi.

Il documento, datato 27 gennaio 2026, è stato reso pubblico dall’avvocato della famiglia del piccolo Domenico, Francesco Petruzzi, che lo ha letto ai cronisti radunati all’esterno della cattedrale di Nola in occasione dei funerali del bambino.

La missiva è indirizzata ai vertici dell’azienda ospedaliera, a partire dalla direttrice generale Anna Iervolino, e descrive una situazione definita di «estrema gravità», che secondo i firmatari comprometterebbe il benessere professionale e umano degli operatori e la sicurezza dell’assistenza ai pazienti.

Le accuse al primario

Nella lettera viene citato direttamente il primario di cardiochirurgia pediatrica, Guido Oppido. Secondo quanto riportato dal legale, il personale segnala «una sfiducia reciproca» dovuta a una «gerarchia medico-centrica e a una comunicazione assente», elementi che avrebbero generato una diffusa percezione di insicurezza tra infermieri, OSS e tecnici.

Tra le criticità indicate nel documento figurerebbero comportamenti ritenuti sistematici:

  • urla e aggressività verbale
  • umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali
  • linguaggio offensivo e denigratorio
  • bestemmie e imprecazioni
  • atteggiamenti ritenuti intimidatori tali da limitare il confronto all’interno dell’équipe.

Secondo la lettera, tali episodi si verificherebbero soprattutto in sala operatoria e con una frequenza tale da aver generato un clima di tensione costante.

Le conseguenze sul personale

Nel documento si sottolinea come questa situazione avrebbe effetti rilevanti sugli operatori sanitari, con segnali di ansia persistente, difficoltà di concentrazione, stress emotivo e un diffuso stato di burnout.

L’équipe, si legge ancora nella lettera, avrebbe persino valutato la possibilità di trasferimento a causa del clima lavorativo descritto.

La vicenda si inserisce nel contesto dell’indagine legata al trapianto di cuore effettuato sul piccolo Domenico, intervento al centro di polemiche dopo il presunto danneggiamento dell’organo durante il trasporto da Bolzano a Napoli.

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