
Iran, la Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sulla crisi in Medio Oriente e sulla richiesta di aiuti arrivata dai Paesi del Golfo. Il testo, presentato dal centrodestra dopo le comunicazioni dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, è passato con 179 voti favorevoli, 100 contrari e 14 astenuti, al termine di una seduta segnata da tensioni politiche, accuse dell’opposizione e dal dibattito sull’eventuale utilizzo delle basi americane in Italia.
La discussione è stata incentrata sull’evoluzione della guerra contro l’Iran, sul ruolo dell’Italia nel quadro internazionale e sulle misure di sicurezza adottate dal governo per proteggere cittadini e interessi nazionali.
Crosetto: “Italia non è in guerra ma la situazione è imprevedibile”
Aprendo il dibattito, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato la gravità del contesto internazionale e la necessità di prepararsi a scenari imprevedibili.
“È un momento molto difficile e complesso”, ha affermato il ministro, spiegando che il governo ha deciso di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea nazionale, in coordinamento con la Nato e con gli alleati.
Crosetto ha chiarito che l’Italia non è coinvolta direttamente nel conflitto. “L’Italia non è in guerra con nessuno”, ha ribadito, spiegando che l’obiettivo dell’esecutivo è gestire le conseguenze di una crisi che potrebbe avere effetti economici e strategici anche in Europa.
Il ministro ha inoltre annunciato che l’Italia è pronta a rafforzare la presenza difensiva nel Mediterraneo e in Medio Oriente, con sistemi di difesa antimissile e antidrone e con il possibile invio di assetti navali a Cipro, insieme ad altri Paesi europei.
Aiuti difensivi ai Paesi del Golfo
Il governo ha confermato l’intenzione di rispondere alle richieste di assistenza provenienti dai Paesi del Golfo, fornendo sistemi di difesa aerea e antimissilistica nel perimetro delle missioni già autorizzate. L’obiettivo, ha spiegato Crosetto, è contribuire alla protezione delle infrastrutture strategiche e dei partner regionali in una fase in cui gli attacchi iraniani stanno colpendo diversi Paesi dell’area.
Il ministro ha inoltre riferito delle misure adottate per il personale militare italiano presente nella regione: oltre 250 militari sono stati trasferiti o evacuati da alcune basi considerate più esposte, in particolare in Kuwait, Qatar e Bahrein.
Il nodo delle basi americane in Italia
Uno dei punti più controversi del dibattito ha riguardato l’eventuale utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano. Crosetto ha precisato che al momento non è arrivata alcuna richiesta formale da parte degli Stati Uniti.
“Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia”, ha dichiarato il ministro. “Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento”. La questione resta tuttavia al centro dello scontro politico, con l’opposizione che ha chiesto al governo di escludere in modo esplicito qualsiasi supporto logistico a operazioni militari contro l’Iran.
Tajani: “Centomila italiani coinvolti dalla crisi”
Nel suo intervento, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha posto l’accento sulla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area del conflitto. Secondo i dati forniti dalla Farnesina, circa 100 mila italiani sono coinvolti direttamente o indirettamente dalla crisi tra Medio Oriente e Golfo Persico.
La task force attivata dal ministero ha gestito oltre 14 mila telefonate e migliaia di email, mentre circa 10 mila cittadini italiani sono stati assistiti per lasciare le zone considerate più a rischio. “La sicurezza dei connazionali è la nostra priorità”, ha ribadito Tajani.
Le critiche dell’opposizione
Durante il dibattito sono arrivate critiche molto dure dalle forze di opposizione, che hanno accusato il governo di non avere una linea politica chiara e di non aver coinvolto direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella discussione parlamentare. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha chiesto al governo di escludere fin da subito qualsiasi utilizzo delle basi americane per operazioni militari. “Dovete dire no già adesso, perché sarebbe contro l’articolo 11 della Costituzione”, ha dichiarato.
Sulla stessa linea anche Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, che hanno presentato una risoluzione alternativa per impegnare il governo a non autorizzare l’uso delle basi militari italiane per attacchi contro l’Iran.
Critiche sono arrivate anche da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che hanno accusato l’esecutivo di “trascinare l’Italia nella guerra”, mentre alcuni deputati di Avs hanno esposto in Aula cartelli con la scritta “Fratelli di Trump” e “L’Italia non si Usa”, poi rimossi.
Meloni attesa in Parlamento
L’assenza della presidente del Consiglio è stata uno dei temi più discussi durante la seduta. Le opposizioni hanno accusato Meloni di non aver partecipato al confronto parlamentare, mentre la premier in mattinata aveva parlato della crisi in una trasmissione radiofonica.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha annunciato che Meloni tornerà in Aula l’11 marzo per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, che saranno estese anche alla situazione in Medio Oriente.
Il via libera della Camera
Al termine della discussione la Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza, che sostiene la linea del governo nella gestione della crisi, nel rafforzamento delle misure di difesa e nel supporto ai partner internazionali.
Il testo impegna l’esecutivo a proseguire il coordinamento con gli alleati europei e atlantici, a proteggere i cittadini italiani e a valutare eventuali richieste operative nel rispetto del quadro parlamentare.
Il confronto politico sulla crisi iraniana proseguirà ora al Senato, dove nel pomeriggio sono previste nuove comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto.


