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Escalation in Medio Oriente: missili iraniani su Israele, fregata italiana parte da Taranto. Iran: “Colpiremo ogni nave Usa o israeliana”

Pubblicato: 06/03/2026 18:54

Il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti entra in una nuova fase mentre la notte è segnata da missili su Tel Aviv, nuovi raid israeliani su Teherane attacchi nel Libano meridionale. Teheran alza il tono dello scontro anche sul piano politico e minaccia direttamente l’Europa, accusata di silenzio sulle violazioni del diritto internazionale. A Washington la Camera dei rappresentantirespinge la risoluzione per limitare i poteri di guerra del presidente Donald Trump, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ribadisce che gli Stati Uniti hanno le scorte di armi per sostenere il conflitto a lungo. Su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non la resa incondizionata. Nella notte droni e missili attraversano il Golfo, Hezbollah rivendica attacchi contro postazioni israeliane e nuove esplosioni vengono segnalate a Beirut e a Teheran. Colpito anche un aeroporto a Baghdad.

Secondo fonti citate da Reuters, Israele starebbe bombardando l’Iran occidentale per favorire un’insurrezione dei gruppi curdi iraniani nelle città di confine. Intanto i Pasdaran hanno annunciato un’offensiva con droni e missili contro obiettivi israeliani e basi statunitensi nella regione e fonti della sicurezza irachena riferiscono di un attacco con droni contro una base militare nell’aeroporto di Baghdad. Israele ha inoltre dichiarato di aver colpito a Beirut un quartier generale dei Pasdaran e diverse strutture di Hezbollah. Sul piano diplomatico proseguono i contatti internazionali: la Francia ha espresso sostegno all’Iraq per evitare il suo coinvolgimento nel conflitto, mentre la Spagna ha manifestato solidarietà a Oman e Qatar dopo gli attacchi subiti. Da Washington la Casa Bianca ha ribadito la linea dura del presidente Trump, affermando che quando l’Iran non rappresenterà più una minaccia per gli Stati Uniti la situazione equivarrà a una resa incondizionata. Intanto proseguono i movimenti militari nella regione e il dispiegamento di forze occidentali nel Mediterraneo orientale.

22.20 – Iran: “Non chiuderemo lo stretto ma colpiremo ogni nave”
L’Iran non ha intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz, ma le navi di Israele o degli Stati Uniti che tenteranno di attraversarlo saranno colpite. Lo ha dichiarato un portavoce militare alla televisione di stato iraniana, secondo quanto riportato dal Guardian. “Non impediremo alle navi di attraversare lo Stretto di Hormuz, ma la responsabilità della loro sicurezza ricade sulle navi stesse. Prenderemo di mira qualsiasi nave appartenente all’entità sionista (Israele) e agli Stati Uniti che tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz”.

21.41 – Esplosione in un hotel in kurdistan
Una forte esplosione è stata udita in serata a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno, da cui si è poi alzata una colonna di fumo da un hotel della città. Lo riferisce un giornalista dell’Afp presente sul posto.

21.15 – Missile contro la portaerei Lincoln
L’esercito iraniano ha lanciato un missile terra-mare verso la portaerei USS Abraham Lincoln, secondo una dichiarazione dell’esercito iraniano. “Il sistema missilistico dell’esercito e della Marina ha lanciato un missile terra-mare verso la portaerei statunitense Abraham Lincoln”, riporta l’agenzia di stampa iraniana Fars rilanciata da Ria Novosti.

20:34 – Casa Bianca: “Quando Teheran non sarà più una minaccia equivarrà a una resa incondizionata”
Quando il presidente Trump “in qualità di comandante in capo delle forze armate statunitensi, stabilirà che l’Iran non rappresenta più una minaccia per gli Stati Uniti d’America e che l’obiettivo dell’Operazione Epic Fury sarà stato pienamente raggiunto, allora l’Iran si troverà essenzialmente in una situazione di resa incondizionata”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riguardo alla richiesta del presidente Trump a Teheran di una “resa senza condizioni”.

20:30 – Colloquio telefonico tra Netanyahu e il leader emiratino Bin Zayed
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, che ha riguardato l’operazione ‘il ruggito del Leone’ e l’attacco iraniano al suo Paese. Lo ha riferito una fonte a conoscenza dei dettagli alla tv pubblica Kan. Altri alti funzionari israeliani hanno avuto una serie di colloqui con diversi leader degli Stati del Golfo. I colloqui telefonici si sono svolti mentre gli Emirati erano sotto attacco missilistico e con droni da parte dell’Iran.
Finora, il volume di armi che Teheran ha lanciato contro gli Emirati supera il numero di quelle lanciate contro Israele. Gli attacchi contro obiettivi civili e strategici negli Emirati, tra cui hotel e aeroporti, hanno colto di sorpresa il principato del Golfo. Secondo diverse fonti degli ultimi giorni, ad Abu Dhabi si respira una grande rabbia nei confronti del regime degli ayatollah, con funzionari emiratini che hanno dichiarato: “L’Iran ci ha tradito”. In risposta al pesante fuoco, gli Emirati stanno ora prendendo in considerazione dure misure punitive, tra cui il congelamento di beni iraniani per un valore di miliardi di dollari, e non escludono nemmeno l’opzione di una risposta militare contro la Repubblica islamica, riferisce Kan.

20:27 – Guerra Iran, fregata italiana in azione: missili e siluri. Cosa succede
È partita dal porto di Taranto questo pomeriggio la fregata missilistica Federico Martinengo, la nave della Marina militare italiana diretta a Cipro per la difesa dell’isola. La fregata, con a bordo oltre 160 militari italiani, potrebbe raggiungere l’area entro un paio di giorni circa. L’operazione avviene nell’ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda.

20:05 – Casa Bianca: “Sostegno russo? Non sta facendo la differenza, li stiamo decimando”
“Chiaramente non sta facendo alcuna differenza rispetto alle operazioni militari in Iran, perché li stiamo completamente decimando”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in riferimento al presunto sostegno russo a Teheran in materia d’intelligence sugli asset militari americani.

19:55 – Allarmi in tutto Israele per un’ondata di missili lanciata dall’Iran
Nuovi allarmi risuonano in tutto Israele per una nuova ondata di missili lanciata dall’Iran, pochi minuti dopo quella precedente.

19:46 – Bombardamenti israeliani nell’ovest per aiutare i curdi iraniani
Israele sta bombardando l’Iran occidentale per aiutare i gruppi curdi a prendere il controllo del territorio. L’agenzia Reuters cita funzionari anonimi per riferire che Israele sta bombardando alcune parti dell’Iran occidentale nel tentativo di aiutare i gruppi curdi iraniani a prendere il controllo delle città di confine. Gli Stati Uniti e Israele hanno radunati i gruppi curdi iraniani per lanciare un’insurrezione contro lo Stato iraniano.

19:17 – Pasdaran: “Droni contro basi Usa, colpito aeroporto di Baghdad”
Una base militare nell’aeroporto di Baghdad è stata presa di mira con un attacco di droni. Lo hanno riferito fonti della sicurezza irachena dopo che la tv di Stato iraniana aveva annunciato che i Guardiani della rivoluzione avevano lanciato un’offensiva con droni e missili “contro obiettivi in Israele e basi statunitensi nella regione”.

19:10 – IdF: “Colpito quartier generale dei Pasdaran a Beirut”
Durante una serie di attacchi aerei nei sobborghi meridionali di Beirut questo pomeriggio, le forze israeliane hanno colpito un quartier generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, nonché diversi siti di Hezbollah. Lo riferisce l’Idf, secondo cui il quartier generale era utilizzato dall’aviazione dei Pasdaran. Inoltre, l’esercito afferma di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah: quello della forza navale, del consiglio esecutivo e della divisione finanziaria dell’organizzazione. Secondo l’Idf, i quartier generali fossero utilizzati da Hezbollah per promuovere attacchi contro Israele.

19:06 – Il premier spagnolo Sánchez parla con i leader di Oman e Qatar
“Ho parlato con il Sultano dell’Oman e con l’Emiro del Qatar per trasmettere loro tutta la solidarietà e il sostegno della Spagna di fronte agli attacchi ingiustificati subiti dai loro Paesi. Nessun Paese dovrebbe essere attaccato impunemente. Missili e droni seminano solo paura e mettono in pericolo vite innocenti. Dobbiamo costruire la pace e la sicurezza che tutti meritano”. Lo scrive il premier spagnolo, Pedro Sánchez.

19:03 – Colloquio tra Macron e il premier iracheno al-Sudani
“Ho appena parlato con il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani. Gli ho espresso la piena solidarietà della Francia all’Iraq di fronte alla continua escalation nel Medio Oriente. Ho ribadito il mio sostegno ai suoi risoluti sforzi per impedire che l’Iraq venga coinvolto nel conflitto. La stabilità del Paese è essenziale per l’intera regione. La Francia sostiene il pieno rispetto della sovranità, della sicurezza e dell’integrità territoriale dell’Iraq”. Lo scrive il Presidente francese, Emmanuel Macron.

19:03 – Colloquio tra Macron e il premier iracheno al-Sudani
“Ho appena parlato con il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani. Gli ho espresso la piena solidarietà della Francia all’Iraq di fronte alla continua escalation nel Medio Oriente. Ho ribadito il mio sostegno ai suoi risoluti sforzi per impedire che l’Iraq venga coinvolto nel conflitto. La stabilità del Paese è essenziale per l’intera regione. La Francia sostiene il pieno rispetto della sovranità, della sicurezza e dell’integrità territoriale dell’Iraq”. Lo scrive il Presidente francese, Emmanuel Macron.

18:52 – Usa cancella esercitazione: truppe pronte a partire per il Medio Oriente?
Come riporta il Washington Post, l’Esercito americano ha deciso di cancellare un’importante esercitazione della 82ª Divisione Aviotrasportata, specializzata in operazioni di terra e missioni complesse. La notizia ha alimentato le speculazioni sul possibile dispiegamento di truppe in Medio Oriente. Sarebbero circa 4.000-5.000 soldati pronti a muoversi in 18 ore.

18:17 – Pasdaran: “Colpita base Usa negli Emirati Arabi”
I Pasdaran iraniani hanno rivendicato oggi di aver colpito una base americana negli Emirati arabi uniti dalla quale sostengono sia partito l’attacco alla scuola femminile di Minab, sabato scorso, costato la vita a decine di persone. “L’attacco criminale alla scuola Shajare Tayebe, che ha portato alla morte di 165 studentesse, è stato condotto da questa base”, si legge.

 

17:46 – Rubio: “Guerra durerà diverse settimane”
Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha informato i ministri degli Esteri di alcuni Paesi arabi, in una serie di telefonate avvenute ieri, che la guerra con l’Iran dovrebbe durare diverse settimane.

17:34 – Aereo dell’Apocalisse verso l’Europa
L’attuale rischieramento in Nord Europa dell’E-6B Mercury statunitense, velivolo strategico progettato per garantire il comando e il controllo della triade nucleare anche in scenari di distruzione totale delle infrastrutture terrestri, sta alimentando forti apprensioni circa una possibile escalation globale. Sebbene la sua presenza a Oslo non sia ufficialmente legata ai conflitti in Medio Oriente, il monitoraggio della rotta di questo “aereo dell’Apocalisse” avviene in un clima di estrema tensione tra la NATO e la Russia, esacerbato dalla recente proposta della Finlandia di consentire il transito di armi atomiche sul proprio suolo. Tale mossa, vista da Mosca come una minaccia diretta, unita ai raid in corso tra Stati Uniti e Iran, posiziona il volo del Mercury come un segnale tattico cruciale per la gestione delle forze di deterrenza americane in un momento di massima allerta internazionale.

16:20 – Stretto Hormuz, incendio su nave colpita da droni
Su una nave nello Stretto di Hormuz è scoppiato un incendio dopo un attacco di droni. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana senza specificare il tipo di nave né la sua provenienza.

15:55 – L’annuncio di Trump sulla nuova guida dell’Iran
In un recente intervento alla CNN, Donald Trump ha affermato che il potere dell’Iran è stato drasticamente ridimensionato nell’arco di pochi giorni, definendo la leadership di Teheran ormai “neutralizzata”. Il Presidente ha espresso una pragmatica apertura verso la futura guida del Paese, chiarendo di non ritenere indispensabile la transizione verso un modello democratico occidentale; al contrario, si è detto disposto a collaborare anche con una figura religiosa, purché si dimostri un interlocutore equo e propenso a stabilire relazioni pacifiche e rispettose con gli Stati Uniti, Israele e gli altri partner mediorientali.

15:35 – Idf: “Ucciso Ali Asghar Hijazi”
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver ucciso in un attacco di precisione a Teheran Ali Asghar Hijazi, capo ad interim dell’ufficio della Guida Suprema. 

15:27 – Cremlino: “Aiuti all’Iran? Dialogo con Teheran”
Il Cremlino mantiene una posizione di estrema cautela riguardo al coinvolgimento nel conflitto in Medio Oriente, limitandosi a confermare l’esistenza di un dialogo costante con la leadership di Teheran senza smentire né confermare un eventuale supporto bellico. Mentre la diplomazia iraniana ammette apertamente di consultarsi con i propri alleati per ottenere assistenza politica e strategica, indiscrezioni stampa suggeriscono una collaborazione più profonda che includerebbe la condivisione di dati d’intelligence russi per monitorare i movimenti militari statunitensi nell’area. Nonostante le pressioni mediatiche e le dichiarazioni dei funzionari di ambo le parti, Mosca sceglie dunque l’ambiguità strategica, evitando di dettagliare la natura tecnica o militare della propria cooperazione con l’Iran.

15:07 – Trump: “Nessun accordo, resa incondizionata”
“Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non la resa incondizionata. Dopo di che, e dopo la selezione di leader grandi e accettabili, noi, e molti dei nostri meravigliosi e molto coraggiosi alleati e partner, lavoreremo instancabilmente per allontanare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai”, ha dichiarato in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

14:50 – Drone contro aeroporto
Quattro droni hanno colpito l’aeroporto e due strutture petrolifere a Bassora, nel sud dell’Iraq. Un drone sarebbe caduto su un terminal cargo all’aeroporto, altri due invece hanno colpito una società americana nel complesso petrolifero di Burjesia e il quarto un giacimento di Rumaila, dove opera la britannica Bp.

14:35 – Il figlio di Smotrich rimasto ferito negli scontri
Il figlio del ministro israeliano delle Finanze, Bezalel Smotrich, è rimasto ferito durante le operazioni delle Idf lungo il confine con il Libano.

14:10 – Militari italiani verso Cipro
L’Italia dispiegherà almeno 160 marinai a bordo di un’unità navale (una fregata o un cacciatorpediniere) verso le acque di Cipro per contribuire alla difesa dell’isola. La missione si inserisce in un quadro di cooperazione internazionale che vede il coordinamento tra Italia, Francia, Spagna e Olanda, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nell’area. Il numero esatto del personale coinvolto resterà flessibile, adattandosi alle specifiche tecniche e alle necessità operative della nave prescelta per l’invio.

13:33 – Strage scuola: “Sono stati gli Stati Uniti”
Un’inchiesta esclusiva di Reuters rivela che gli investigatori del Pentagono ritengono “molto probabile” la responsabilità delle forze statunitensi nell’attacco alla scuola femminile Shajareh Tayyiba di Minab, nel sud dell’Iran. Sebbene le indagini non siano ancora concluse, le prime evidenze indicano che l’istituto, colpito sabato 28 febbraio durante la prima ondata di raid, sia stato vittima di un errore durante un’operazione mirata a una base navale dei Pasdaran situata nelle vicinanze. Secondo l’ambasciatore iraniano all’ONU, Ali Bahreini, la strage ha causato la morte di circa 150 studentesse (alcune fonti riportano fino a 168 vittime), un bilancio che, se confermato, renderebbe l’evento uno dei più gravi episodi di vittime civili causati da operazioni USA negli ultimi decenni. Mentre il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assicurato la massima trasparenza nelle indagini, l’ONU e diverse organizzazioni internazionali hanno già condannato l’accaduto come una potenziale violazione del diritto umanitario.

13:20 – Israele annuncia nuovi attacchi: “Evacuate subito”
L’esercito israeliano, tramite il suo portavoce in lingua farsi, ha emesso un ordine di evacuazione immediata per i civili e i lavoratori dell’area industriale di Shahkuhiyeh, nei pressi di Qom. L’avviso precede una nuova ondata di attacchi aerei mirati a smantellare le infrastrutture militari del regime, confermando l’estensione della campagna bellica israeliana in profondità nel territorio iraniano. Questa strategia di comunicazione preventiva, già adottata in altri teatri operativi, punta a massimizzare i danni logistici minimizzando le vittime civili, mentre la pressione militare su Teheran continua a intensificarsi dopo la distruzione dei centri di comando della capitale.

13:00 – Turchia: “Rischio di un conflitto con Israele c’è”
Il Ministro della Difesa turco, Yaşar Güler, pur riconoscendo l’esistenza teorica di un rischio di scontro militare diretto con Israele, ha definito tale scenario come “molto improbabile” nell’attuale contesto. Nonostante la dura condanna di Ankara verso le operazioni del governo Netanyahu e il congelamento dei rapporti economici, la Turchia punta sulla diplomazia e su canali di coordinamento istituzionale per scongiurare incidenti sul campo o escalation accidentali. Il quadro rimane tuttavia teso: mentre la leadership turca continua a sostenere Hamas, da parte israeliana cresce la diffidenza, con figure di rilievo come l’ex premier Bennett che arrivano a identificare nella proiezione di potenza di Ankara una minaccia strategica paragonabile a quella iraniana, specialmente per il controllo del Mediterraneo orientale e della Siria.

12:44 – Distrutto il bunker di Khamenei
L’esercito israeliano ha annunciato la distruzione del quartier generale sotterraneo di Teheran, un complesso fortificato situato sotto l’area governativa e precedentemente utilizzato dalla Guida Suprema Ali Khamenei, deceduto in un raid lo scorso sabato. L’operazione, condotta da circa 50 caccia che hanno sganciato un centinaio di ordigni, mirava a neutralizzare un centro nevralgico articolato su più livelli e accessi, ancora impiegato dai vertici del regime per coordinare le attività dopo la scomparsa del leader.

12:28 – “Coinvolta anche la Russia”
Secondo il Washington Post, la Russia starebbe fornendo servizi di intelligence per all’Iran per attaccare le forza Usa in Medio Oriente.

12:10 – “I missili iraniani possono raggiungere anche Roma”
Secondo un’autorevole fonte della sicurezza israeliana, l’Iran possederebbe vettori balistici tecnologicamente capaci di colpire l’Europa meridionale, inclusa Roma. In particolare, il missile Khorramshahr-4 — già impiegato contro Israele e derivato da modelli nordcoreani — potrebbe estendere la sua portata standard dai consueti 2.000 fino a 3.000 chilometri semplicemente dimezzando il carico della testata esplosiva. Tale avvertimento, diffuso durante un recente incontro con la stampa, sottolinea come la flessibilità tecnica di questi sistemi d’arma permetta a Teheran di minacciare obiettivi molto più distanti rispetto al quadrante mediorientale, trasformando un ordigno regionale in una potenziale minaccia intercontinentale.

11:55 – Meloni: “Seguiamo con massima attenzione gli sviluppi della crisi”
La Presidente del Consiglio ha confermato il massimo impegno del Governo nel monitorare l’instabilità in Medio Oriente, agendo su più fronti per garantire la sicurezza dei cittadini italiani e contenere le ripercussioni economiche del conflitto. Attraverso un costante coordinamento con gli alleati internazionali, l’Italia punta a favorire una soluzione diplomatica e il ripristino del dialogo tra le parti coinvolte; di tali sviluppi e delle strategie adottate, la Premier riferirà ufficialmente al Parlamento nei prossimi giorni.

11:40 – Bombardamento sulla città iraniana di Shiraz: bilancio terribile
Le autorità iraniane hanno denunciato un grave attacco aereo in un’area residenziale vicino a Shiraz, attribuendo la responsabilità dell’accaduto alle forze statunitensi e israeliane nel contesto delle operazioni avviate a fine febbraio. Il bilancio provvisorio del raid conta almeno venti vittime, tra cui civili e personale di soccorso, e una trentina di feriti, spingendo la provincia di Fars a condannare l’episodio come un vero e proprio crimine di guerra.

11:30 – Il vicepremier di Londra apre ai raid sui lanciamissili iraniani
In una decisa rottura rispetto alla cautela mostrata finora dal governo Starmer, il vicepremier David Lammy ha ufficialmente sdoganato l’ipotesi di attacchi preventivi britannici contro le postazioni missilistiche iraniane. Intervenendo sulla BBC, il capo della diplomazia di Londra ha rivendicato la legittimità giuridica di azioni militari dirette per neutralizzare le minacce alla sicurezza nazionale, segnando il passaggio da una strategia di pura intercettazione difensiva — come quella attuata dalle basi a Cipro — a una postura molto più aggressiva che prevede il bombardamento preventivo dei siti di lancio nemici.

11:10 – Premier del Libano: “Raid dell’Idf causeranno un disastro umanitario”
Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha lanciato un forte allarme alla comunità internazionale, paventando una crisi umanitaria e politica senza precedenti a causa dell’offensiva militare israeliana. L’intensificarsi dei bombardamenti e i relativi ordini di evacuazione hanno infatti innescato una fuga di massa, con circa mezzo milione di persone costrette ad abbandonare le zone meridionali del Paese e i quartieri periferici di Beirut per sfuggire ai raid.

10.50 Colpite le ambulanze, è strage
Almeno venti persone sono morte e altre trenta sono rimaste feriti in un attacco aereo israelo-americano che ha colpito una stazione di ambulanze a Zibashahr, un sobborgo di Shiraz. Lo riferisce l’agenzia Fars. Secondo la televisione di stato iraniana, tra le vittime vi sono due membri del personale sanitario.

10. 30 Cina, sosteniamo Teheran nella difesa della propria sovranità 
La Cina “si oppone agli attacchi militari contro l’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele in violazione del diritto internazionale e sostiene l’Iran nella salvaguardia della sua sovranità, sicurezza, integrità territoriale e dignità nazionale e nella difesa dei suoi legittimi diritti e interessi”. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso di un briefing riportato dai media di Pechino. “La comunità internazionale dovrebbe lavorare insieme per promuovere la pace, fermare la guerra e salvaguardare la pace e la stabilità in Medioriente”, ha detto ancora.

10.18 Raffica di esplosioni a Tel Aviv
Una serie di esplosioni, circa otto, sono state udite stamani a Tel Aviv, dopo che erano tornate a suonare le sirene dell’allarme antiaereo. Lo hanno riferito giornalisti dell’agenzia Afp. “L’Esercito ha individuato missili lanciati dall’Iran in direzione del territorio di Israele – hanno fatto sapere i militari israeliani – I sistemi di difesa aerea vengono attivati per intercettare la minaccia”. Per ora non vengono segnalate vittime, anche se sono divampati diversi incendi.

9.02 Riprendono i bombardamenti
“L’aeronautica israeliana ha condotto un’ampia ondata di 26 attacchi nell’area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah”. Lo scrive l’Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut. “Tra gli obiettivi – aggiunge il post – c’erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili”.

8.20 Nave in fiamme
Usa, colpita e in fiamme nave porta-droni di Teheran.
L’esercito statunitense ha dichiarato di aver colpito una porta-droni iraniana, provocando un incendio. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha diffuso un filmato in bianco e nero della nave in fiamme. L’esercito iraniano non ha immediatamente riconosciuto l’attacco. La porta-droni, IRIS Shahid Bagheri, è una nave portacontainer riconvertita con una pista lunga 180 metri per il decollo dei droni. Secondo quanto riportato al momento della sua inaugurazione nel 2025, il vascello può percorrere fino a 22.000 miglia nautiche senza bisogno di rifornimenti nei porti. L’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale statunitense, ha descritto la porta-droni come «all’incirca della dimensione di una portaerei della Seconda Guerra Mondiale».

7.43 Il dramma dei bambini uccisi
L’Unicef afferma che quasi 200 bambini sono stati uccisi negli attacchi da quando, nel fine settimana, è iniziata l’escalation militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran.
Almeno 181 persone sono state uccise in Iran, sette in Libano, tre in Israele e una in Kuwait. “Non sono i bambini a scatenare le guerre, ma pagano un prezzo inaccettabilmente alto. L’escalation militare in Medioriente ha già avuto un impatto devastante sui bambini”, ha affermato l’Unicef.

7.10 Raid anche sul Libano
L’agenzia di stampa ufficiale libanese Ani rivela che questa notte ci sono stati attacchi aerei da parte dell’esercito israeliano nel Libano meridionale, senza parlare al momento di vittime. Secondo l’Agenzia nazionale di informazione gli attacchi, effettuati da aerei da guerra israeliani, hanno colpito le città di Srifa, Aita Alshaab, Touline, Alsawana e Majdal Selm. Un altro attacco ha preso di mira il villaggio di Dours, alla periferia di Baalbek.

05:36 – Trump: invasione di terra inutile
Il presidente Donald Trump, intervistato dalla NBC, ha definito “una perdita di tempo” l’ipotesi di un’invasione terrestre dell’Iran da parte di Stati Uniti o Israele. Rispondendo alle dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Trump ha sostenuto che Teheran “ha già perso tutto ciò che poteva perdere”, citando la distruzione della marina e delle principali capacità militari. Il presidente americano ha però lasciato intendere che l’intensità degli attacchi continuerà.

05:32 – Trump: ripulire l’Iran e trovare un nuovo leader
Nella stessa intervista Trump ha dichiarato di voler smantellare la leadership della Repubblica islamica, affermando che Washington starebbe già valutando possibili figure per guidare il Paese dopo il conflitto. “Vogliamo entrare e ripulire tutto”, ha detto il presidente, aggiungendo che gli Stati Uniti stanno monitorando possibili candidati alla guida dell’Iran per garantirne la sopravvivenza durante la guerra.

05:29 – Raid israeliani nel Libano meridionale
Nella notte l’aviazione di Israele ha condotto nuovi raid nel Libano meridionale contro obiettivi legati a Hezbollah. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese, gli attacchi hanno colpito diverse località tra cui Srifa, Aita al-Shaab, Touline, Alsawana e Majdal Selm, oltre a un obiettivo nei pressi di Baalbek. Al momento non sono segnalate vittime.

04:34 – Hezbollah attacca postazioni israeliane
Il movimento sciita Hezbollah ha rivendicato un attacco con razzi e artiglieria contro postazioni dell’Idf lungo il confine con Israele. In un comunicato il gruppo parla di risposta alla “aggressione israeliana” contro città e villaggi libanesi, inclusa la periferia meridionale di Beirut. Le sirene antiaeree sono risuonate in diverse località israeliane.

04:11 – Missili iraniani su Tel Aviv
Le Guardie della Rivoluzione hanno annunciato il lancio di missili e droni contro Tel Aviv, parlando di un attacco combinato che include anche missili Kheibar. L’operazione è stata rivendicata come risposta ai bombardamenti israeliani e americani contro obiettivi iraniani.

03:21 – Nuovo attacco israeliano su Teheran
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito infrastrutture energetiche a Teheran con un’ondata di attacchi su larga scala. Secondo la dichiarazione militare l’operazione ha preso di mira strutture del “regime iraniano”, mentre la televisione di Stato ha confermato diverse esplosioni in città.

03:07 – Drone iraniano abbattuto in Qatar
Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che un drone diretto verso la base aerea statunitense di Al Udeid, la più grande del Medio Oriente, è stato intercettato e abbattuto prima di raggiungere l’obiettivo.

02:48 – Hezbollah invita gli israeliani a evacuare
Il gruppo sciita ha invitato i cittadini israeliani residenti entro cinque chilometri dal confine con il Libano a lasciare l’area, annunciando un imminente attacco con missili e droni.

01:28 – Nuovi bombardamenti su Beirut
Israele ha effettuato nuovi attacchi contro il quartiere di Dahieh, sobborgo meridionale di Beirut considerato una roccaforte di Hezbollah. Forti esplosioni sono state avvertite in tutta la zona.

00:56 – Missili iraniani colpiscono due hotel in Bahrein
Le autorità del Bahrein riferiscono che due hotel sono stati colpiti da missili iraniani. Non risultano vittime, ma l’episodio segna un ulteriore allargamento del fronte regionale.

00:45 – Oltre centomila persone fuggono da Teheran
Secondo l’Unhcr, nei primi due giorni di guerra oltre 100mila persone hanno lasciato Teheran, temendo l’intensificazione dei bombardamenti.

00:41 – Diesel a Gaza con un convoglio Onu
Le Nazioni Unite hanno fatto entrare a Gaza circa 570mila litri di diesel attraverso i valichi di Kerem Shalom e Karem Abu Salem, mentre altri passaggi restano chiusi.

00:22 – Missili intercettati da Arabia Saudita e Bahrein
I ministeri della Difesa di Arabia Saudita e Bahrein hanno comunicato di aver intercettato tre missili ciascuno diretti verso il loro territorio.

00:08 – Trump invita i diplomatici iraniani a chiedere asilo
Il presidente americano ha esortato i diplomatici iraniani nel mondo a chiedere asilo politico, sostenendo che gli Stati Uniti sono “in anticipo sui tempi” nella guerra contro Teheran.

00:06 – Hegseth: possiamo combattere a lungo
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che gli Stati Uniti possono continuare il conflitto “per tutto il tempo necessario” grazie alle scorte di armi offensive e difensive.

00:03 – Teheran minaccia l’Europa
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha accusato l’Europa di silenzio sulle violazioni del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele, affermando che i Paesi europei “pagheranno il prezzo di questa posizione”.

00:02 – La Camera Usa respinge la risoluzione contro la guerra
Dopo il Senato anche la Camera dei rappresentanti ha bocciato la risoluzione bipartisan che avrebbe limitato i poteri di guerra del presidente Donald Trump. Il voto è stato 219 contro 212 e ha mostrato divisioni in entrambi gli schieramenti politici.

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Ultimo Aggiornamento: 06/03/2026 22:49

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