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Famiglia nel bosco, l’ordinanza: “Violato il diritto allo studio dei figli, Catherine si prende il gioco di tutti”

Pubblicato: 06/03/2026 18:37

La vicenda della cosiddetta «famiglia del bosco» ha raggiunto un punto di non ritorno. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha ordinato il trasferimento immediato dei tre figli di Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto verso una nuova struttura, decretando di fatto la separazione dalla madre. L’ordinanza, che autorizza l’esecuzione del provvedimento con l’ausilio della forza pubblica, segue mesi di tensioni crescenti all’interno della comunità, dove il clima è ormai descritto come esplosivo.

Un quadro educativo e comportamentale critico

I giudici, basandosi su dodici pagine di rapporti redatti da assistenti sociali, neuropsichiatri ed educatori, tratteggiano una situazione di grave pregiudizio per lo sviluppo dei minori. Al centro del contendere vi è, innanzitutto, il diritto all’istruzione: secondo il Tribunale, la condotta dei genitori ha intenzionalmente violato gli obblighi scolastici. La figlia maggiore, di nove anni, mostra lacune tali da non aver ancora pienamente acquisito le basi della letto-scrittura, nonostante le potenzialità dei bambini siano emerse chiaramente nei momenti in cui sono stati lasciati liberi di interagire con il personale educativo, mostrando entusiasmo e capacità di apprendimento.

Il conflitto quotidiano si è acuito con il peggioramento dell’atteggiamento materno, descritto come costantemente ostruzionistico. Il Tribunale evidenzia come la madre abbia alimentato un clima di sfiducia verso le istituzioni, arrivando a squalificare il personale davanti ai figli. Questa dinamica si è tradotta in una pericolosa escalation di comportamenti violenti: i minori sono stati protagonisti di aggressioni alle educatrici, usando bastoni ricavati da persiane rotte, arrivando a ferire gravemente un’operatrice. Nonostante la gravità di tali episodi, la madre si sarebbe astenuta dall’intervenire, preferendo incolpare la struttura.

A fronte di questo scenario, il Tribunale ha ritenuto necessaria la separazione tra la madre e i figli per tutelare l’equilibrio psicofisico e l’incolumità dei bambini, che ora avranno la possibilità di intensificare i contatti con il padre, figura giudicata collaborativa e rassicurante. L’obiettivo finale resta quello di garantire ai piccoli un percorso di socializzazione e crescita che, finora, è stato ostacolato da un clima di isolamento e tensione ormai insostenibile.

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