
Il quadro dei sondaggi politici mostra un equilibrio ancora fragile tra i due principali schieramenti. La maggioranza di centrodestra resta avanti, ma con alcune crepe interne, mentre il campo progressista perde terreno proprio nei suoi partiti principali. A incidere sugli equilibri è anche la crescita di nuove forze politiche, tra cui il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci, che continua ad avvicinarsi alla soglia del 4%.
È quanto emerge dall’ultimo sondaggio dell’Osservatorio Delphi per Fanpage.it, realizzato da Piave Digital Agency insieme a Sigma Consulting. I dati fotografano una situazione in cui nessuna coalizione può dirsi realmente al sicuro, con distanze contenute e diversi fattori che potrebbero cambiare gli equilibri nei prossimi mesi.
Centrodestra avanti ma con tensioni interne
Secondo la rilevazione, Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 27,8% dei consensi. Il partito guidato da Giorgia Meloni sembra aver assorbito l’impatto della nascita di Futuro nazionale, il nuovo soggetto politico fondato da Vannacci. All’inizio dell’anno FdI aveva perso circa un punto percentuale, ma ora il consenso appare stabilizzato.
Diversa invece la situazione della Lega, che continua a perdere terreno. Il partito di Matteo Salvini scende al 7,3%, con un calo complessivo di 1,3 punti da gennaio e un’ulteriore flessione negli ultimi trenta giorni. Il trend negativo, se confermato, rischia di ridimensionare il peso del Carroccio all’interno della coalizione.
A guadagnare spazio è invece Forza Italia, che sale al 9,2% recuperando quasi interamente il calo registrato a febbraio. Con l’1,1% di Noi moderati, l’attuale coalizione di governo arriva complessivamente al 45,4% dei consensi. Un dato importante, ma non abbastanza ampio da garantire totale tranquillità in vista delle prossime elezioni.
Centrosinistra in flessione nei partiti principali
Nel campo progressista emergono difficoltà soprattutto per le due principali forze politiche. Il Partito democratico scende al 21,1%, registrando una leggera ma costante diminuzione rispetto alle rilevazioni precedenti. Anche la campagna referendaria in corso non sembra aver prodotto, almeno per ora, un aumento dei consensi.
Il Movimento 5 stelle cala invece al 12,9%. A gennaio il partito superava il 14% nelle stime dell’Osservatorio Delphi, mentre un mese fa era appena sotto quella soglia. La nuova rilevazione segna dunque una perdita di quasi un punto percentuale.
Restano invece più stabili gli altri partiti della coalizione. Alleanza Verdi-Sinistra si attesta al 6,1%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,1%. Lo stesso valore viene registrato anche da +Europa, che però mostra un lieve arretramento rispetto al mese precedente.
Nel complesso il centrosinistra raggiunge il 43,9%, circa un punto e mezzo in meno rispetto al centrodestra.
Il ruolo decisivo dei partiti fuori dalle coalizioni
Nel nuovo scenario politico assumono un peso crescente anche alcune forze che non fanno parte delle due principali alleanze. Azione di Carlo Calenda è accreditata del 3% ed è in crescita, pur mantenendo una posizione autonoma rispetto ai due blocchi.
Continua inoltre la crescita di Futuro nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci, che raggiunge il 3,9%. Un risultato superiore alla rilevazione di febbraio e sempre più vicino alla soglia del 4%.
La presenza del nuovo soggetto politico rappresenta una possibile “spina nel fianco” per la Lega, visto che parte dei consensi sembra provenire proprio dall’area del Carroccio. Resta però incerto il ruolo che il partito potrà avere alle prossime elezioni e se il centrodestra sarà disposto a riaccoglierlo nella coalizione.
Con circa un anno di tempo prima del voto, gli equilibri restano aperti. Il risultato finale potrebbe dipendere da diversi fattori, tra cui la legge elettorale, il referendum sulla giustizia e la capacità delle coalizioni di presentarsi unite agli elettori.


