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“È lui ignoto 2”. Garlasco, di chi è il secondo dna sotto le unghie di Chiara Poggi

Pubblicato: 08/03/2026 08:57

Il delitto di Garlasco non smette di far parlare: a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, torna al centro l’elemento che più di tutti continua ad alimentare domande e ipotesi. Parliamo del secondo dna trovato sotto le unghie della vittima, quello che negli anni è stato etichettato come Ignoto 2.

È un dettaglio che, nella memoria collettiva, resta lì: piccolo ma potentissimo. Perché se c’è un altro profilo genetico sulla scena, allora la storia potrebbe essere più complessa di come è stata raccontata finora.

Il caso garlasco: il punto da cui riparte tutto

La mattina del 13 agosto 2007 Chiara Poggi, 26 anni, viene trovata senza vita nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. A scoprire il corpo sono i genitori, rientrati dalle vacanze: Chiara è sulle scale che portano alla cantina. Da subito appare evidente la violenza dell’omicidio, avvenuto in casa mentre la ragazza era sola.

Le indagini, fin dai primi giorni, si concentrano sulla cerchia più vicina. In particolare sul fidanzato, Alberto Stasi, che dichiara di essere stato a casa a lavorare alla tesi e che chiama i soccorsi dopo aver trovato il corpo. Col tempo, però, emergono elementi che portano gli inquirenti a considerarlo il principale sospettato.

Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi, nel caso del delitto di Garlasco

Tra sentenze e dubbi: perché ignoto 2 torna di moda

Dopo un iter giudiziario lungo e pieno di passaggi, nel 2015 la Corte di Cassazione conferma la condanna di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. Una chiusura definitiva sul piano processuale, ma non su quello del dibattito pubblico: nel tempo, infatti, alcune piste e alcuni dettagli non hanno mai smesso di far discutere.

Tra i più controversi ci sono proprio le tracce biologiche: in particolare il profilo genetico individuato sotto le unghie di Chiara Poggi. Un elemento tornato ciclicamente sotto i riflettori, perché apre una domanda semplice e inquietante: chi era davvero presente, e cosa è successo in quelle ore?

Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco

Il secondo dna sotto le unghie: chi è “Ignoto 2”

Negli ultimi mesi l’attenzione si concentra su Ignoto 2, cioè un secondo profilo genetico emerso dalle analisi. Per anni è rimasto senza un nome e senza una collocazione chiara nella ricostruzione, ma oggi torna a pesare come un possibile punto di svolta (o almeno come un nodo da sciogliere).

Secondo quanto riferito da MowMag, starebbe circolando una nuova indiscrezione: il profilo genetico indicato come aplotipo Y sotto le unghie della vittima potrebbe ora essere collegato a una persona precisa. Un’ipotesi che, inevitabilmente, riaccende l’attenzione su Garlasco e sul suo “giallo” infinito.

Garlasco, il paese in provincia di Pavia legato al delitto di Chiara Poggi

Tra pista e contaminazione: le ipotesi sul tavolo

La cautela, però, resta centrale: anche quando un dettaglio sembra “parlare”, non sempre racconta la verità che ci aspettiamo. E infatti, sul tema Ignoto 2, rimane aperta anche la possibilità che non si tratti di un elemento direttamente legato all’omicidio.

“Si tratterebbe – si legge – di un uomo che fino a oggi non è mai entrato nelle varie ricostruzioni (anche le più suggestive), ma non è chiaro se può esserci o meno un collegamento con l’omicidio o se, invece, si parla comunque di una qualche contaminazione avvenuta nelle ore immediatamente successive alla scoperta del cadavere”. Il giallo continua.

Le parole di Andrea Sempio: la ricostruzione e i messaggi

In questo clima di nuovi riflettori, è tornato a parlare anche Andrea Sempio, oggi indicato come nuovo indagato nell’ambito degli sviluppi investigativi. L’uomo ha ricostruito di nuovo la mattina del delitto: “quella mattina mi sono svegliato, sono andato a Vigevano per andare in una libreria, l’ho trovata chiusa, ho fatto un rapido giro della piazza e sono tornato a Garlasco, da mia nonna. Sono stato lì una mezz’oretta, dopo ho ricevuto una chiamata di mia madre che mi richiamava a casa per mangiare. Quando hanno sentito mia nonna, lei ha ripetuto questa cosa e ha ripetuto più volte che lei mi aveva chiesto di restare a pranzo, ma io non volevo restare. Cioè, lei diceva: “Ma io l’ho invitato a restare, ma lui non sta mai a mangiare da me”. (…) Quella cosa mi è rimasta in mente”.

Sempre Sempio, intervistato nel programma televisivo Quarto Grado, ha poi commentato anche il tema delle telefonate e degli scambi di messaggi di quel periodo, osservando che “Non è che ci fosse un grande significato. Ai tempi non c’erano WhatsApp o altre app, quindi quello che c’era erano appunto i messaggi e gli squilli. (…) In realtà, non avendo il traffico e la corrispondenza di messaggi nei giorni precedenti o successivi, non so quanto quella mattinata possa essere considerata anomala rispetto al resto. Perché alcuni hanno detto “un intenso scambio di messaggi e squilli con gli amici”. Sì, ma i giorni precedenti com’erano? Cioè, nessuno ha mai pensato a quella cosa lì”.

Perché questo dettaglio continua a far discutere

Nel caso Garlasco, il tema del dna sotto le unghie di Chiara Poggi resta uno dei punti più delicati e, allo stesso tempo, più “pop” del racconto mediatico: perché è concreto, perché è tecnico ma immediato, e perché sembra contenere una risposta che ancora manca.

Che si tratti di una pista reale o di una contaminazione, la sensazione è che su Ignoto 2 la partita non sia chiusa. E ogni nuovo dettaglio, anche quando resta sul piano delle indiscrezioni, finisce per riaprire la stessa domanda: chi è davvero quel secondo profilo, e cosa può dire (o non dire) su quella mattina del 13 agosto?

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