
La vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco continua a scuotere l’opinione pubblica italiana e a sollevare un polverone mediatico che ora vede coinvolti anche grandi nomi dello spettacolo. In un clima di crescente tensione tra decisioni giudiziarie e solidarietà popolare, Romina Power ha deciso di rompere il silenzio affidando ai social network uno sfogo durissimo. La cantante ha preso una posizione netta a favore di Catherine Birmingham, la madre di origini anglo-australiane che è stata recentemente allontanata dai suoi tre figli per ordine del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. La decisione dei magistrati, che ha imposto alla donna di lasciare la casa famiglia dove risiedeva con i piccoli da circa quattro mesi, ha innescato una reazione a catena che mette in discussione i confini della libertà individuale e i metodi di intervento dei servizi sociali nel nostro Paese.
Un paragone con il passato di Cellino San Marco
Romina Power ha scelto di utilizzare la propria storia personale per dare forza al suo messaggio di protesta. Attraverso il suo profilo Instagram, l’artista ha ricordato con nostalgia e orgoglio i primi anni di matrimonio con Al Bano Carrisi, sottolineando come anche loro fossero, a modo loro, una famiglia nel bosco. Negli anni Sessanta e Settanta, la coppia scelse infatti di vivere lontano dal caos metropolitano, immergendosi nella natura pugliese in condizioni che oggi molti definirebbero estreme. Romina ha evidenziato come quella scelta di vita, pur essendo fuori dai canoni convenzionali dell’epoca, non abbia impedito loro di formare una famiglia solida e felice. La cantante ha dichiarato che se qualcuno avesse tentato di strapparle i figli allora, lei avrebbe reagito con la ferocia di una tigre, sottolineando l’assurdità di un provvedimento che separa una madre dalla sua prole per ragioni legate allo stile di vita.
Il grido di aiuto rivolto alle istituzioni
Non si è trattato solo di un ricordo personale, ma di un vero e proprio appello politico. Romina Power ha taggato direttamente la premier Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo un intervento immediato per proteggere il nucleo familiare coinvolto. Secondo la cantante, l’Italia sta cambiando in modo preoccupante, diventando un luogo meno ospitale per chi decide di vivere fuori dagli schemi. Nel suo post, la Power ha espresso il rammarico per la scelta della famiglia di stabilirsi in Italia, ipotizzando che in nazioni come la Grecia, il Portogallo o la Spagna non avrebbero subito un trattamento così restrittivo. Questo attacco frontale al sistema giudiziario italiano riflette un sentimento di amarezza profonda per quello che lei definisce un vero e proprio accanimento verso persone che desiderano solo la libertà.
La solidarietà concreta di Al Bano
Anche Al Bano si era espresso sulla vicenda già nei mesi precedenti, dimostrando una visione comune con l’ex moglie. Il leone di Cellino San Marco ha rivissuto idealmente i tempi in cui la sua tenuta non disponeva di acqua corrente, elettricità o telefono, identificandosi pienamente nelle difficoltà e nelle gioie cercate da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Per dimostrare la sua vicinanza, Al Bano aveva persino messo a disposizione della coppia una delle sue proprietà in Puglia, offrendo un rifugio sicuro dove poter ricominciare lontano dalle pressioni legali dell’Abruzzo. Il cantante ha ribadito che vivere isolati non significa essere genitori inadeguati, ma semplicemente avere una scala di valori differente che lo Stato dovrebbe rispettare anziché punire.
Le ultime ore di una separazione dolorosa
La situazione legale della famiglia è precipitata dopo che il tribunale ha descritto il comportamento della madre come ostile nei confronti delle educatrici della struttura che la ospitava. Secondo quanto riportato dai legali della donna, l’allontanamento sarebbe avvenuto in un clima di grande tensione, tra le urla disperate dei bambini che venivano trasferiti altrove. Questo dettaglio ha alimentato ulteriormente il dibattito sulla proporzionalità delle misure adottate. Mentre il governo ha inviato gli ispettori per verificare se ci siano state decisioni basate su pregiudizi ideologici, la famiglia ha ormai manifestato il desiderio di lasciare definitivamente l’Italia. Nonostante i tentativi di mediazione, come l’accettazione dei vaccini e dell’istruzione scolastica, il sogno di una vita libera tra i boschi italiani sembra essersi infranto contro la burocrazia e le rigide norme sulla tutela dei minori.


