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I fratelli Alexander, immobiliaristi star dei vip, diventati stupratori seriali: “Attiravano donne a eventi e le drogavano”

Pubblicato: 10/03/2026 11:11

Il mondo scintillante del real estate di lusso americano, fatto di attici da sogno e transazioni record, è stato scosso da un verdetto che ne ha polverizzato l’immagine patinata. Al centro dello scandalo si trovano i fratelli Alexander, un tempo considerati i re incontrastati delle proprietà immobiliari di prestigio tra New York e Miami. Dietro una facciata costruita su fama, successo e una lista di clienti vip multimilionari, si nascondeva un sistema sistematico di violenze e abusi che ha portato la Corte Distrettuale Federale di Manhattan a emettere una sentenza di colpevolezza senza appello.
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La caduta dei giganti dell’immobiliare di lusso

Oren, Tal e Alon Alexander non erano semplici mediatori, ma vere e proprie star del settore. Fondatori di società leader capaci di gestire compravendite da capogiro, come un attico a Manhattan venduto per 234 milioni di dollari o esclusive ville a Miami Beach, i fratelli avevano costruito un impero basato sul prestigio. Mentre i gemelli Oren e Tal dominavano il mercato immobiliare, Alon operava all’interno della finanziaria di famiglia. Secondo le ricostruzioni processuali, questo potere economico e sociale veniva utilizzato come esca per attirare giovani donne in una trappola fatta di festini privati, lusso fittizio e violenza.

I giudici hanno stabilito che i tre fratelli hanno orchestrato per anni un meccanismo basato su inganno, frode e coercizione. Il successo professionale non era che uno strumento per alimentare una rete di abusi sessuali, trasformando eventi esclusivi in scenari di incubo. Le vittime venivano convinte a partecipare con la promessa di viaggi e soggiorni di alta classe, per poi essere isolate e private di ogni possibilità di difesa.

Un sistema di violenza seriale e senza rimorso

Le testimonianze rese in tribunale da undici donne hanno delineato un quadro agghiacciante di quella che l’accusa ha definito una condotta seriale. Il pubblico ministero, durante l’arringa finale, ha descritto un “copione” identico ripetuto ossessivamente per adescare e violentare le vittime. La crudeltà dei crimini commessi sarebbe stata aggravata da una totale assenza di rimorso, con i fratelli che avrebbero agito con un perverso senso di orgoglio per le proprie azioni.

Le prove presentate dalla procura si sono rivelate schiaccianti, includendo filmati che hanno lasciato poco spazio ai dubbi dei giurati. Tra i video mostrati in aula, uno in particolare risalente al 2009 ritraeva Oren durante una violenza ai danni di una ragazza minorenne, svenuta dopo una festa. Nonostante i tentativi della famiglia di ottenere la libertà vigilata offrendo una cauzione di 40 milioni di dollari, i tre sono rimasti in cella dal momento dell’arresto nel dicembre del 2024, vista la gravità degli indizi a loro carico.

Il verdetto della giuria e le prospettive futur

Il processo, iniziato nel gennaio scorso, si è concluso con la condanna per tutti i dieci capi d’imputazione rimasti in carico agli imputati. Inizialmente le accuse erano dodici, ma due sono decadute dopo che una delle vittime, terrorizzata dalle strategie aggressive della difesa, ha rinunciato a testimoniare. Gli avvocati dei fratelli Alexander hanno tentato di derubricare i comportamenti dei loro assistiti a quelli di semplici “playboy” dai modi volgari, sostenendo la tesi del rapporto consensuale e attribuendo lo stato delle donne all’uso volontario di sostanze.

Tuttavia, la giuria ha respinto ogni linea difensiva, confermando la natura criminale delle loro condotte. Ora per i tre fratelli si profila l’ombra dell’ergastolo. Mentre i legali annunciano già il ricorso in appello ribadendo l’innocenza dei propri assistiti, il verdetto viene celebrato come un segnale decisivo nella lotta contro il traffico sessuale e gli abusi di potere nelle alte sfere della società newyorkese.

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