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Mattarella bacchetta Trump: “Pretesa di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi internazionali”

Pubblicato: 11/03/2026 13:04

Un messaggio di grande allerta ha caratterizzato la lectio magistralis del presidente Sergio Mattarella a Firenze, dopo il conferimento della laurea honoris causa in politica, istituzioni e mercato dall’Università Cesare Alfieri. In un discorso intenso, pronunciato tra stocco e mantella, il capo dello Stato ha richiamato l’attenzione su fenomeni di tirannide cesarista e di concentrazione di potere, definendo i protagonisti del mondo contemporaneo come «soggetti tecnologico-finanziari» capaci di agire «al di fuori delle regole di Stati e di organismi internazionali».
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Mattarella ha delineato un quadro internazionale complesso, in cui la pace e la democrazia, consolidate da decenni, rischiano una regressione pericolosa. «Non lasciamo che si realizzi una simile regressione», ha ammonito, riferendosi implicitamente a figure come Vladimir Putin e ai giganti della tecnologia globale, oltre a soggetti che rompono gli schemi multilaterali, minando istituzioni come l’ONU. Il presidente ha quindi convocato per venerdì il Consiglio supremo di Difesa, alla luce delle tensioni nel Golfo e delle possibili ripercussioni per l’Italia.

Lezioni da Tocqueville

Nel suo intervento, Mattarella ha citato La democrazia in America di Alexis de Tocqueville, sottolineando come l’autore avesse previsto un futuro oscillante tra libertà democratica e «tirannide cesarista». Il capo dello Stato ha evidenziato il rischio di una dittatura morbida e graduale, «filantropica e fraudolentemente rappresentativa», che perpetua l’infanzia dell’individuo e minaccia la responsabilità civica dei cittadini. «Non lasciamo che ciò avvenga», ha ribadito, invitando a una vigilanza attiva e consapevole dei cittadini e delle istituzioni.

Mattarella ha inoltre sottolineato come, nella contemporaneità, non siano solo le scelte politiche a muovere il mondo, ma anche l’influenza crescente dei giganti economici e tecnologici, capaci di modificare equilibri internazionali e decisioni dei governi. «Nuova però è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali sulla base della parità tra gli Stati», ha chiarito, facendo riflettere sull’erosione della sovranità nazionale e sulle dinamiche economiche che plasmano i conflitti e le paci.

Dialogo, mediazione e futuro dei giovani

Il discorso del presidente ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ripensare il ruolo delle istituzioni italiane, tornando allo spirito dell’Assemblea costituente. Mattarella ha invitato a praticare «collaborazione autentica tra politici, giuristi e uomini di cultura», promuovendo dialogo, rispetto, tolleranza e capacità di mediazione. Il presidente ha rivolto un appello speciale ai giovani e agli studenti, affinché siano dotati di «buone vettovaglie» per affrontare le sfide del futuro, indicando la formazione culturale e civica come fondamentale presidio contro derive autoritarie.

La cerimonia si è conclusa con una visita all’Istituto storico della Resistenza, a testimonianza della centralità della memoria storica nella formazione dei cittadini. All’esterno, un bagno di folla ha salutato il capo dello Stato con applausi e grida di sostegno: «Sergio, Sergio, sei il nostro baluardo». Nel pomeriggio, Mattarella è tornato a Roma in treno, chiudendo una giornata simbolica e significativa per la città di Firenze e per l’intera comunità nazionale.

Sfide internazionali e attenzione nazionale

L’allerta di Mattarella sulle tirannidi cesariste e sui soggetti tecnologico-finanziari va letta nel contesto delle tensioni globali: dall’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, alle guerre commerciali e diplomatiche, fino al ruolo dei colossi tecnologici che «erodono la sovranità» dei singoli Stati. L’Italia è chiamata a essere vigile e a rafforzare la propria capacità di risposta, come dimostrato dalla convocazione del Consiglio supremo di Difesa e dall’attenzione verso il dialogo istituzionale interno.

Il discorso di Firenze ribadisce quindi un concetto chiave: la democrazia richiede partecipazione, responsabilità e memoria storica. La protezione dei valori civili e la capacità di affrontare sfide complesse senza cedimenti autoritari rappresentano oggi, secondo Mattarella, le principali priorità del paese.

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