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L’italiano che sfida Trump sull’IA: il caso Amodei

Pubblicato: 12/03/2026 17:07

Il Davide italiano contro il Golia americano non è la Meloni, che ieri ha ribaltato il tavolo per una politica estera condivisa con le opposizioni. Colui che si sta opponendo alla deriva pericolosa e psicotica del Biondo Donald si chiama Dario Amodei, fondatore di Anthropic New company dell’AI dopo aver contribuito fondamentalmente al successo di OpenAI. Costui si è rifiutato di eliminare le barriere che vietano l’uso degli algoritmi per la sorveglianza di massa e sistemi d’arma autonomi. Per questo è stato bannato, come i cinesi, dalle forniture pubbliche americane. Lo hanno fatto Trump ed Hegseth che sembra uno dei Van Halen al potere.

Qualcuno potrà dire ma dove deve andare questo piccolo italiano davanti ai colossi americani. Ma la notizia è che si è mossa a sua difesa un gigante come Microsoft, che ha messo i suoi costosi avvocati al lavoro per sospendere le sanzioni contro Amodei. Lo fa certamente per un suo interesse avendo con Anthropic stretto un alleanza strategica. Ma quello che evince da questa storia è che si sta sgretolando il muro, fondamentale per il mantenimento al potere di Trump, dei fondatori delle BigTech, il grosso oggi del capitalismo americano e mondiale, che finora erano i pretoriani dell’amministrazione Usa. In principio fu Musk, ma sembrava una contesa narcisistica da galli da combattimento messicani, con quello che si faceva fotografare con uno dei suoi figli in piedi nello studio ovale con un dimesso Donald seduto e rimuginante. Ma Musk è una persona facilmente ricattabile da parte dell’amministrazione Usa per dinamiche fiscali, forniture e altre problematiche. Microsoft è un’altra cosa, è potenza digitale diffusa, difficilmente afferrabile da Trump e sodali, le sue swindows sono sul mondo, non incentrate su panorami americani.

Intanto Amodei, il nostro arci italiano, con la cultura classica di chi conosce la democrazia ellenistica ha detto no al mondo Orwelliano, sorveglianza di massa connessa a droni che tramite AI possono colpire chiunque, senza controllo o decisione umana. Basta un algoritmo, sei dalla pelle scura, parli una lingua incomprensibile o non codificata, hai uno sguardo poco rassicurante e sei morto. Con questi algoritmi puoi colpire un terrorista iraniano o un qualunque siciliano di Ballarò o di Pachino.

Se questa è la strategia americana con cui vogliono gestire il loro rapporto con il mondo non c’è da essere preoccupati, c’è da spaventarsi a morte. Confidiamo che gli stessi americani rinsaviscano, e nel frattempo chiediamo a Mattarella di dare una onorificenza a Dario Amodei. Un italiano che, a differenza di altri, tentennanti e confusi se non peggio, fa valere la nostra cultura con schiena dritta.

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