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“Abbiamo la prova”. Garlasco, l’annuncio dell’avvocato di Andrea Sempio

Pubblicato: 16/03/2026 14:36

A quasi vent’anni di distanza, il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più discussi in Italia. Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.

La giovane, 26 anni, venne trovata senza vita sulle scale che portavano alla cantina. Da quel giorno, tra processi, appelli e nuove letture degli atti, la vicenda è rimasta al centro dell’attenzione pubblica.

Il caso Garlasco e la condanna di Alberto Stasi

Negli anni, l’iter giudiziario ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. Ma, nonostante le sentenze e le battaglie legali, il caso Garlasco ha continuato ad alimentare domande e ricostruzioni alternative.

Uno dei punti su cui si concentra ancora oggi il dibattito riguarda la dinamica dell’aggressione e, soprattutto, l’arma del delitto con cui Chiara Poggi sarebbe stata colpita.

Andrea Sempio, immagine collegata al caso Garlasco

Le nuove parole dell’avvocato Cataliotti

Proprio su questo tema si inseriscono le nuove dichiarazioni dell’avvocato Cataliotti, che in questi giorni è tornato a parlare della possibile arma usata nell’omicidio.

Il legale ha riferito che il team di difesa avrebbe ormai messo a punto una ricostruzione molto dettagliata: “Abbiamo le idee molto chiare su materiale, dimensioni e morfologia dello strumento utilizzato”.

Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco

Il plastico in scala reale e l’analisi delle ferite

Per arrivare a queste conclusioni, gli esperti avrebbero lavorato su un plastico della vittima in scala reale, realizzato a partire dalle fotografie scattate all’epoca del delitto.

Un supporto usato per studiare nel dettaglio la posizione delle ferite, la profondità e l’orientamento dei colpi, con l’obiettivo di ricostruire con maggiore precisione la sequenza dell’aggressione.

L’avvocato Cataliotti durante un intervento sul caso Garlasco

La dinamica dell’omicidio e l’ipotesi sull’oggetto contundente

Secondo quanto ricostruito attraverso il modello, il lavoro avrebbe permesso di mettere a fuoco la dinamica dell’omicidio e di individuare compatibilità tra le ferite di Chiara Poggi e uno specifico tipo di oggetto contundente.

L’analisi della distribuzione dei colpi e della loro conformazione avrebbe offerto, sempre secondo quanto riportato, elementi ritenuti utili per comprendere meglio quanto accaduto nella casa di via Pascoli.

“È molto chiaro che l’arma del delitto sia una sola”

Cataliotti, durante l’intervista, ha parlato di una conclusione che per la difesa sarebbe ormai netta, fino alla concretizzazione di una prova. “È molto chiaro che l’arma del delitto sia una sola”, ha affermato.

Una posizione che, nelle sue parole, non si baserebbe su ipotesi, ma su dati tecnici, analisi e riscontri scientifici emersi dal lavoro degli esperti.

Un nodo ancora decisivo nel delitto di Garlasco

Le dichiarazioni riaccendono l’attenzione su uno degli aspetti più controversi del caso: l’identificazione dell’arma del delitto. Nel tempo, infatti, sono state avanzate diverse ipotesi su quali oggetti possano essere stati usati durante l’aggressione.

Le analisi citate dal legale, se confermate, potrebbero contribuire a ridefinire alcuni passaggi della ricostruzione. Il delitto di Garlasco continua così a far discutere, anche a distanza di tanti anni, con nuovi interrogativi e approfondimenti tecnici destinati a mantenere alta l’attenzione sul caso.

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