
Se c’è una cosa chiara per destra e sinistra è la Mamma. Da un lato mandiamo la fregata Martinengo, con i suoi 160 uomini di equipaggio, a difendere Cipro, dall’altra cominciamo il ritiro delle truppe dalle basi più esposte, come Ebril, ma ne abbiamo altre nel sud del mar rosso a tiro di Houti dello Yemen.
Il problema è antropologico, oltre che politico. Se fosse capitato a noi di un militare morto come ai francesi, nel pieno della tensione di scontri interni del Paese causa referendum, sarebbe venuto giù il cielo. Perché da un lato siamo il Paese dei militari di Nassirya, usi obbedir tacendo, dall’altro siamo quello di Cocciolone, un paese mammone che solo il Duce trasformò in terra di militi, spesso ignoti. E la Meloni è sempre una mamma, e non ha la mascella dell’uomo di Predappio, checché ne dicano quelli dell’opposizione. E poi diciamocela tutta: Crosetto, dopo essere stato rimpatriato, non può fare altro che riportare a casa i nostri ragazzi. Magari se lo si facesse in silenzio, con meno enfasi di una Dunkirk, sarebbe meglio. Perché a dispetto della nostra immagine interna, le nostre forze armate sono tra le più addestrate in Europa nei teatri di guerra, non sono per niente pavide, nonostante gli scarni finanziamenti, e molto apprezzate nel contesto NATO.
Per cui le pose da giornali popolari, TV del pianto, e post di Salvini, dovrebbero essere evitate nel rispetto delle nostre Forze Armate. E se chiedete all’Ammiraglio Cavo Dragone, chairman del comitato militare della NATO – uno che c’entra poco o nulla con un Vannacci – vi dirà con sincerità e consapevolezza del suo ruolo come la pensa in materia.
Ma il sentiment che serpeggia nell’opinione pubblica è più quello dei figli di mamma, che quello dei supporter di Putin, i quali bipartisan ci sono lo stesso. Pertanto: tornate, ragazzi, perché non abbiamo oggi, in alcuni luoghi, sufficienti sistemi difensivi per tenere responsabilmente al sicuro le vostre vite. Però una domanda sorge spontanea. Bene difendere la Cipro europea, ma siccome il mediterraneo è il mare Nostrum, questa portaerei Cavour, ammiraglia della nostra flotta, la mettiamo in mare nel canale di Sicilia per difendere, e soprattutto farlo percepire, quantomeno il Sud d’Italia? Se mancano soldi per il suo carburante le accise guadagnate dallo Stato in questi giorni potrebbero avere uno scopo utilmente percepito.
Siamo sicuri che se fossero a rischio Veneto e Friuli la Cavour avrebbe già il vessillo italico al vento.


