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Meningite, l’allarme di Matteo Bassetti: “Tra i focolai più esplosivi mai visti, ha rapida diffusione”

Pubblicato: 19/03/2026 12:45

La UK Health Security Agency ha dichiarato lo stato di allerta sanitaria pubblica dopo l’insorgere di un focolaio «senza precedenti» di meningite acuta nella contea del Kent, nell’Inghilterra meridionale, a pochi chilometri da Londra. L’emergenza ha immediatamente sollevato preoccupazioni sia per la popolazione locale sia per le autorità sanitarie internazionali, considerando il rischio di diffusione anche all’estero.

Secondo i dati ufficiali, il numero di casi sospetti nell’ultima settimana è salito da 20 a 27, con 15 contagi confermati e 12 casi in fase di valutazione. Il bilancio delle vittime resta fermo a due giovani studenti, di 21 e 18 anni.
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Il ruolo degli esperti e la prevenzione

L’infettivologo Matteo Bassetti ha definito il focolaio “un’epidemia che si allarga a macchia d’olio”, sottolineando la comparsa di casi anche a Londra e in Francia. Secondo Bassetti, «lo strumento migliore per evitare conseguenze gravi e nefaste rimane la vaccinazione», ribadendo l’importanza della prevenzione contro le infezioni invasive da meningococco B, il patogeno individuato nel focolaio.

Per contenere la diffusione della malattia, le autorità sanitarie britanniche hanno avviato una campagna di vaccinazione mirata per circa 5mila studenti del campus dell’Università del Kent a Canterbury. Proseguono inoltre le attività di tracciamento dei contatti e gli accertamenti per identificare l’origine della catena di trasmissione.

Sintomi e rischi della meningite

La meningite può manifestarsi con sintomi variabili a seconda dell’età del paziente. Nelle fasi iniziali, i segni possono somigliare a quelli dell’influenza: mal di testa, sonnolenza e perdita di appetito. Dopo 2-3 giorni, i sintomi tendono a peggiorare e compaiono manifestazioni tipiche della malattia, indipendentemente dal microrganismo responsabile:

  • febbre elevata
  • nausea e vomito
  • rigidità della nuca
  • macchie rossastre o violacee (petecchie), tipiche della meningite da meningococco

Nei neonati, i segnali possono essere più sottili: scarso appetito, irritabilità, pianto continuo, rigidità corporea e rigonfiamento delle fontanelle. La tempestività nella diagnosi è fondamentale, e in caso di sospetto è consigliato rivolgersi immediatamente al medico.

Casi collegati in Francia e monitoraggio internazionale

Le autorità sanitarie francesi hanno confermato il ricovero di un paziente per meningite dopo il rientro dall’Inghilterra. Un secondo caso collegato all’Università del Kent era già stato segnalato in Francia. Al momento non sono stati registrati ulteriori casi associati al focolaio britannico, ma la situazione resta sotto stretto monitoraggio internazionale.

Impatto sulla campagna vaccinale e domanda di dosi

L’allarme ha provocato un aumento della domanda di vaccini contro il meningococco B nel Regno Unito. Diverse catene farmaceutiche hanno segnalato un’impennata di richieste: Boots ha introdotto un sistema di gestione delle code online, mentre Superdrug ha attivato liste d’attesa per far fronte a una «carenza a livello nazionale». Gli esperti raccomandano la vaccinazione, la profilassi antibiotica e la sorveglianza costante come strumenti fondamentali per prevenire ulteriori contagi.

La gravità del focolaio nel Kent

Il focolaio britannico preoccupa per tre motivi principali: la rapidità di diffusione, il coinvolgimento di scuole e università e la presenza di casi collegati all’estero. L’infettivologo Bassetti sottolinea che «si tratta di uno dei focolai di meningite meningococcica più esplosivi mai visti, anche per la rapidità di diffusione».

Nonostante il segretario alla Salute Wes Streeting abbia precisato che il rischio per la popolazione generale resta «molto basso», la possibilità di nuovi casi non è esclusa, considerando il periodo di incubazione della malattia, che può variare da 2 a 14 giorni.

Messaggio per la popolazione

Gli esperti ribadiscono un messaggio chiaro: sorveglianza, vaccinazione e tracciamento dei contatti rimangono le principali armi per contenere la malattia e prevenire le forme gravi. La situazione richiede attenzione, prudenza e rispetto delle indicazioni sanitarie, in un contesto internazionale in cui la meningite può rapidamente diventare emergenza sanitaria.

Il focolaio nel Kent rappresenta un campanello d’allarme per le istituzioni e la comunità, confermando l’importanza della prevenzione e della risposta tempestiva per limitare i contagi e proteggere la salute pubblica.

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