Vai al contenuto

“L’arma del delitto?”. Garlasco, la rivelazione del consulente Capra: “Chiara Poggi uccisa così”

Pubblicato: 19/03/2026 17:48

Si torna a parlare dell’arma del delitto di Garlasco, uno dei punti più controversi del caso che ha portato alla condanna di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. A distanza di 19 anni, l’oggetto utilizzato per uccidere la giovane resta ancora senza un’identificazione certa.

Fin dall’inizio delle indagini, gli esperti hanno ipotizzato che si trattasse di un oggetto metallico. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella del martello, anche perché un utensile simile risulterebbe mancante dalla villetta di Garlasco dopo il delitto.

Il mistero sull’arma del delitto è tornato d’attualità dopo le dichiarazioni della difesa di Andrea Sempio, attualmente indagato per omicidio in concorso con Stasi o con ignoti.

Il consulente della difesa, Armando Palmegiani, ha spiegato che il team ha ricostruito il cranio della vittima tramite tecniche di prototipazione, analizzando nel dettaglio tutte le ferite riscontrate durante l’autopsia.

Chiara Poggi, immagine legata al caso di Garlasco

Secondo quanto emerso, sarebbe stato individuato un oggetto compatibile con tutte le lesioni. Tuttavia, la difesa non ha voluto rivelare se si tratti effettivamente di un martello o di un altro strumento, mantenendo il riserbo sulla possibile arma del delitto di Garlasco.

Di diverso avviso il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, che ha sottolineato alcuni elementi ritenuti certi. Tra questi, la presenza di una superficie battente impressa sul cranio, compatibile con la forma di un martello.

Capra ha evidenziato anche la presenza di ferite riconducibili a una parte più affilata dello stesso oggetto. Questo rafforzerebbe l’ipotesi di uno strumento con doppia funzione, capace sia di colpire che di tagliare.

Resta però aperta la questione se sia stato utilizzato un solo oggetto o più strumenti. Secondo gli esperti, è possibile che un unico oggetto sia stato impiegato in modi diversi durante un’aggressione estremamente rapida.

L’autopsia, infine, parla di un “corpo contundente non ben identificabile”, con caratteristiche compatibili con un oggetto metallico dotato di spigoli e punta. Un elemento che, ancora oggi, alimenta dubbi e interrogativi su uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure