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Umberto Tozzi: “Siamo alla fine e cerco di non pensarci troppo”

Pubblicato: 21/03/2026 10:06

Il sipario sta per calare definitivamente su una delle carriere più folgoranti della musica leggera italiana, ma l’addio di Umberto Tozzi ai palcoscenici non ha il sapore amaro della resa, bensì quello vibrante di un nuovo inizio. Il cantautore torinese ha confermato con estrema fermezza la sua decisione di abbandonare l’attività live, sgomberando il campo da qualsiasi ipotesi di ripensamento. «Me lo chiedete tutti, non so più come dirlo. È finita», ha dichiarato con una punta di stanchezza mista a orgoglio, sottolineando come questo sia un momento di profonda presa di coscienza: «Dico basta serenamente. Questo è un momento speciale perché siamo davvero alla fine». Tuttavia, se le luci dei grandi concerti si spengono, si accendono quelle della ribalta teatrale con un progetto monumentale che lo vede impegnato dietro le quinte: il musical Gloria.

La ricerca della nuova Gloria e il legame con il passato

Per Tozzi, vedere la propria opera trasformarsi in una narrazione teatrale rappresenta il coronamento di un sogno. «La mia musica continuerà a essere suonata e ascoltata anche senza di me, ho avuto pure questo regalo dalla vita», ha confessato, svelando l’imponente lavoro di casting che lo sta assorbendo totalmente. L’artista ha infatti rivelato di aver già «ascoltato seicento 600 ragazze per scegliere la mia Gloria», un processo selettivo faticoso che lo costringe a confrontarsi con una quantità impressionante di talenti emergenti. L’opera non sarà una semplice carrellata di successi, ma una vera storia romantica che intreccerà ventuno dei suoi brani più celebri in un tessuto narrativo inedito e coinvolgente.

Il musical racconterà le vicende di una giovane donna determinata a sfondare nel mondo della canzone, scontrandosi con le resistenze di chi la circonda. Si tratta di una trama dai forti tratti autobiografici, che riporta Tozzi ai suoi esordi e al rapporto complesso con la figura paterna. «Mio padre per me voleva solo un lavoro con tredici mensilità», ricorda l’artista, descrivendo un conflitto generazionale comune a molti sognatori: «Il problema è che io invece avevo tanti sogni da realizzare. Mi sono ribellato, ho preso in mano la chitarra e mi sono inventato un mestiere». Oggi, quel mestiere si evolve, dando nuova linfa a pezzi scritti in decenni differenti e offrendo loro, attraverso il teatro, una «nuova vita e nuove motivazioni emozionali». Mentre i fan si preparano all’ultima standing ovation, Umberto Tozzi è già proiettato verso questa sfida creativa, pronto a lasciare che sia la sua “Gloria” a parlare per lui.

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