
Possibile sviluppo nel caso del delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione il 13 agosto 2007. Secondo quanto emerso da un’esclusiva del Tg1, una nuova perizia depositata in Procura a Pavia potrebbe modificare un elemento centrale della ricostruzione: l’orario della morte.
Gli accertamenti, affidati all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, indicherebbero che la giovane sarebbe stata uccisa almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione. Un dettaglio che, se confermato, porterebbe a spostare in avanti il momento del delitto, incidendo potenzialmente sulla ricostruzione dei fatti finora accertata.
L’impatto sulla condanna di Alberto Stasi
L’eventuale modifica dell’orario potrebbe avere conseguenze anche sulla vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima. In passato, l’omicidio era stato ricondotto a un’azione rapida e concentrata in pochi minuti, elemento che ha avuto un peso nella valutazione dell’alibi.
Stasi, assolto nei primi due gradi di giudizio tra il 2009 e il 2011, è stato poi condannato a 16 anni di reclusione nel processo d’appello bis, con sentenza definitiva nel 2015 dopo l’intervento della Cassazione. Una diversa collocazione temporale del delitto potrebbe ora riaprire interrogativi sulla compatibilità delle ricostruzioni finora accolte.
I nuovi elementi su colluttazione e dna
La perizia evidenzierebbe anche segni di una colluttazione violenta e prolungata, elemento che potrebbe incidere sulla lettura delle tracce biologiche trovate sul corpo della vittima.
In particolare, torna al centro dell’attenzione il dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, che secondo la nuova indagine della Procura di Pavia sarebbe riconducibile ad Andrea Sempio, già indagato in passato e successivamente archiviato due volte.
Questi nuovi elementi, ancora da verificare e approfondire, potrebbero contribuire a ridefinire alcuni aspetti chiave del caso, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana.


