
Il 2026 si conferma l’anno d’oro per la “ragazza di Solarolo”, che dopo aver dominato il palco dell’Ariston al fianco di Carlo Conti, incassando un cachet da capogiro, si prepara a riprendersi lo scettro del pop globale. Il prossimo 27 marzo, infatti, il tour mondiale di Laura Pausini prenderà il volo da Pamplona, segnando l’inizio di una maratona musicale che promette di confermare il suo status di super star internazionale. Eppure, nonostante i successi da vertigine, la Pausini non smette di stupire per la sua capacità di restare ancorata alle radici, trasformando la sua musica in un ponte emotivo capace di sfidare persino le leggi della medicina. Durante una recente e toccante intervista rilasciata a Radio Italia, l’artista ha svelato retroscena che vanno ben oltre le classifiche di vendita, raccontando il brivido di aver assistito al risveglio di tre persone dal coma proprio grazie alle sue note.
Miracoli in musica e lo scontro legale con Grignani
Non è tutto oro quello che luccica, però, nel percorso dell’artista romagnola. Se da un lato il mondo la celebra, dall’altro non mancano le frizioni con i colleghi di casa nostra. Ha fatto molto discutere, infatti, l’astio nato con Gianluca Grignania seguito di una cover realizzata dalla Pausini del celebre brano La mia storia fra le dita. Laura ha scelto di riadattare il testo al femminile, una mossa che non è andata giù al cantautore milanese. Grignani, indignato per non essere stato citato esplicitamente nel disco e per le modifiche apportate alla sua creatura, è arrivato a procedere per vie legali, diffidando la collega. Nonostante la battaglia nelle aule di tribunale, Grignani ha tenuto a precisare che il suo scopo non era colpire l’immagine della Pausini, ma agire esclusivamente per «tutelare il suo brano». Una macchia di tensione in un oceano di consensi che vede Laura incassare elogi da giganti del calibro di Bad Bunny e Shakira, quest’ultima entusiasta della versione italiana della sua Antología.
Ospite del format Fuori Tempo, la Pausini ha però preferito riportare l’attenzione sul potere curativo dell’arte, descrivendo il risveglio di due ragazze e un ragazzo come il momento più alto della sua intera carriera. “In un caso è successo mentre io ero lì. Quando vedi una persona che si sveglia perché gli tieni la mano e gli stai cantando una tua canzone, ti cambia tutto”, ha spiegato con la voce rotta dall’emozione. Sono queste esperienze estreme a dare un senso profondo al suo lavoro, ricordandole che oltre i dischi di platino e le polemiche sui diritti d’autore, c’è una connessione umana che non ha prezzo. Mentre Pamplona si prepara ad accoglierla, Laura porta con sé la consapevolezza che la sua voce è diventata, per molti, il richiamo verso la vita.

