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Rimpasto di governo, il retroscena: Giorgia Meloni pronta a inserire volti nuovi nell’esecutivo

Pubblicato: 30/03/2026 10:43

Il governo si trova davanti a un passaggio delicato, tra esigenze di stabilità e pressioni politiche interne. Al centro della scena c’è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiamata a sciogliere un nodo che potrebbe avere effetti a catena sull’intero esecutivo: la sostituzione del ministro del Turismo dimissionario Daniela Santanchè.

Una scelta che, nelle dinamiche di Palazzo Chigi, va ben oltre la semplice nomina di un successore. Il rischio è quello di innescare un vero e proprio effetto domino politico, capace di ridisegnare equilibri già fragili all’interno della maggioranza. Da qui il principio che sembra guidare le valutazioni della premier: evitare di “farsi logorare” e mantenere il controllo della situazione.
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Sostituzione mirata o rimpasto di governo

La prima opzione sul tavolo è quella di una sostituzione secca, limitata al solo dicastero del Turismo. Una soluzione che permetterebbe di contenere l’impatto politico, lasciando invariati gli attuali equilibri tra i partiti di maggioranza. In questo scenario, la scelta potrebbe ricadere su un profilo tecnico o comunque vicino all’area di Fratelli d’Italia, garantendo continuità senza aprire nuovi fronti di trattativa.

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figura quello di Alessandra Priante, attuale presidente dell’Enit, considerata una figura tecnica con competenze specifiche nel settore. Parallelamente, prende quota anche l’ipotesi di un rafforzamento politico con la promozione del deputato Gianluca Caramanna a un ruolo di sottosegretario.

Diversa, e più complessa, la prospettiva di un rimpasto di governo. In questo caso, la sostituzione di Santanchè diventerebbe solo il primo tassello di una revisione più ampia, destinata a coinvolgere altri ministeri e incarichi chiave.

Le altre caselle e gli equilibri nella maggioranza

Il riassetto potrebbe riguardare anche il settore della Giustizia, dopo le dimissioni di Andrea Delmastro, con una redistribuzione delle deleghe tra figure già presenti nell’esecutivo come Francesco Paolo Sisto e Andrea Ostellari. Non si esclude, tuttavia, la nomina di nuovi sottosegretari, con diversi nomi in valutazione all’interno della maggioranza.

Sul piano tecnico, emerge anche l’ipotesi di affidare incarichi di rilievo amministrativo a profili esterni, come quello della magistrata Annalisa Imparato, per ruoli dirigenziali nei dipartimenti ministeriali.

Ma è soprattutto un altro nome a catalizzare l’attenzione: quello di Luca Zaia. L’eventuale ingresso dell’ex governatore del Veneto nel governo rappresenterebbe un segnale politico forte, destinato a modificare gli equilibri interni alla coalizione.

Il nodo Lega e le possibili tensioni

Un coinvolgimento diretto di Zaia aprirebbe inevitabilmente una partita con la Lega, partito che potrebbe rivendicare un peso maggiore all’interno dell’esecutivo. Un’ipotesi che rischierebbe di innescare nuove tensioni anche con Forza Italia, già attenta a mantenere il proprio spazio politico.

In questo scenario, tornerebbe d’attualità anche la questione del Viminale, da sempre considerato un obiettivo strategico per il leader leghista Matteo Salvini. Un eventuale rimpasto più ampio potrebbe quindi trasformarsi in un terreno di confronto serrato tra gli alleati.

La decisione finale spetta ora alla presidente del Consiglio, chiamata a bilanciare esigenze di stabilità e pressioni politiche. Una scelta che, qualunque sia l’esito, potrebbe segnare una nuova fase per il governo e ridefinire i rapporti di forza all’interno della maggioranza.

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