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Italia fuori dai Mondiali, caos in Parlamento. FdI e Lega chiedono la cacciata di Gravina: “Abodi riferisca in Aula”

Pubblicato: 01/04/2026 11:15

La mancata qualificazione della nazionale italiana ai Mondiali per la terza volta consecutiva ha scatenato un acceso dibattito politico in Parlamento. La destra di governo ha puntato il dito contro il presidente della Figc, Gabriele Gravina, chiedendo le sue dimissioni immediate. L’iniziativa più clamorosa è arrivata dall’apertura della seduta di mercoledì alla Camera dei deputati, quando il parlamentare di Fratelli d’Italia, Salvatore Caiata, ha chiesto un’informativa al ministro dello Sport, Andrea Abodi, accusando Gravina di essere “il primo, unico e diretto responsabile del fallimento sportivo”.

Secondo Caiata, la permanenza del presidente della federazione calcistica “priva una nazione e intere generazioni di un sogno”, sottolineando la necessità di un rinnovamento radicale del calcio italiano.
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Reazioni e interventi politici

Non tutti gli interventi hanno condiviso questa linea di attacco. Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso scetticismo, invitando a non concentrare la responsabilità solo sulla figura di Gravina. “Il punto non è la testa di Gravina – ha dichiarato – non credo sia con questo tipo di interventi che assolviamo le nostre funzioni”.

Dalla minoranza di centrosinistra, invece, Mauro Berruto del Pd si è associato alla richiesta di chiarimenti, proponendo un’informativa sul perché si sia giunti a un tale fallimento, definendolo “il culmine di un abisso morale, tecnico, agonistico e sportivo del calcio italiano”.

Le pressioni della destra dopo la sconfitta

Il dibattito politico segue la scia della reazione immediata alla sconfitta contro la Bosnia, quando il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, aveva già chiesto le dimissioni di Gravina via X, definendo necessario “rifondare il calcio italiano”. Il sostegno a questa posizione è arrivato anche da Marco Osnato, responsabile economico di FdI e presidente della Commissione Finanze di Montecitorio, che ha evidenziato come “il quadro sia inequivocabile e le responsabilità chiare” e che chi guida la federazione da anni non possa restare al proprio posto di fronte a una serie di fallimenti di questa portata.

Audizioni e richieste di chiarimenti

Federico Mollicone, presidente della Commissione Sport e Cultura della Camera, ha annunciato l’intenzione di chiedere un’audizione a Gravina, sfruttando i poteri di vigilanza del Parlamento. L’obiettivo è comprendere le ragioni della disfatta e dei continui insuccessi della nazionale, ricordando che l’ultima partecipazione italiana a un Mondiale risale al 2014, lasciando due generazioni di giovani senza la possibilità di vedere la loro squadra ai Mondiali.

Le proposte della Lega

Dalla Lega, il deputato Andrea Crippa ha chiesto una riforma totale del calcio, sottolineando la necessità di ridare ai tifosi il controllo del sistema e non lasciare tutto nelle mani del presidente della Figc. Crippa ha proposto limiti precisi sugli extra Ue in campo e un obbligo a schierare giovani italiani provenienti dai settori giovanili, accusando Gravina di aver contribuito a un decennio di inerzia e di fallimenti.

Un dibattito aperto e acceso

Il dibattito parlamentare riflette la profondità della crisi del calcio italiano, che non è solo sportiva ma anche simbolica. La richiesta di dimissioni di Gabriele Gravina, sostenuta da diversi esponenti della destra di governo, si accompagna a proposte di riforma e alla necessità di un intervento serio sulla gestione dei settori giovanili e sulla politica degli stranieri in campo.

L’episodio segna un momento delicato per il movimento calcistico nazionale, con il Parlamento che si trova a discutere di responsabilità e riforme a seguito di un fallimento che ha avuto un impatto mediatico e sociale enorme. La questione ora passa dalle dichiarazioni politiche all’effettiva possibilità di audizioni e interventi concreti per il futuro del calcio italiano.

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