Vai al contenuto

“Esploso all’improvviso”. Il satellite in fiamme nello spazio, tutto in un istante: cos’è successo

Pubblicato: 01/04/2026 17:42

Il progetto Starlink, sviluppato da SpaceX e guidato da Elon Musk, continua a espandersi ma deve fare i conti con nuovi problemi tecnici. Dopo mesi di crescita accelerata, la costellazione globale di satelliti registra un altro incidente che riaccende il dibattito sulla sua affidabilità.

L’azienda ha confermato la perdita di un satellite, identificato come Starlink 34343, a seguito di un’anomalia verificatasi il 29 marzo. Il guasto ha causato la perdita di comunicazione con il veicolo mentre si trovava a circa 560 chilometri dalla Terra .

Si tratta di una fascia orbitale particolarmente affollata, dove opera gran parte della costellazione Starlink. Proprio per questo, ogni incidente suscita preoccupazioni legate alla sicurezza e alla gestione dello spazio.

A fornire ulteriori dettagli è stata la società di monitoraggio LeoLabs, che ha rilevato la presenza di decine di frammenti nelle vicinanze del satellite subito dopo l’evento. Un elemento che fa pensare a una disintegrazione in orbita .

Secondo le prime analisi, la causa sarebbe interna al satellite e non legata a collisioni con altri detriti. Un’ipotesi che apre interrogativi sulla stabilità tecnica dei dispositivi in orbita.

Non è un caso isolato: già nel dicembre 2025 un altro satellite Starlink aveva subito un’anomalia simile. Due episodi ravvicinati che alimentano dubbi sulla gestione di una rete in continua espansione .

Al di là del singolo incidente, la questione si inserisce nel più ampio problema dei detriti spaziali. L’orbita terrestre bassa è sempre più congestionata, con decine di migliaia di oggetti tra satelliti attivi e frammenti.

Proprio per ridurre i rischi, SpaceX ha annunciato l’intenzione di abbassare l’orbita di migliaia di satelliti entro il 2026, facilitandone il rientro in atmosfera e limitando possibili collisioni.

Nonostante l’incidente, l’azienda ha rassicurato che non ci sono rischi immediati per la Stazione Spaziale Internazionale o per missioni in corso come Artemis II. I detriti, vista la bassa quota, dovrebbero rientrare nell’atmosfera nel giro di poche settimane .

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure