
Dopo il recente referendum costituzionale, i dati aggregati dei sondaggi politici confermano una situazione di equilibrio instabile tra le principali coalizioni italiane. La cosiddetta Supermedia, che raccoglie le rilevazioni degli ultimi giorni, evidenzia come il campo largo mantenga un leggero vantaggio sulla coalizione di centrodestra, pur con margini ridotti a meno di mezzo punto percentuale.
Il quadro politico delle ultime due settimane è stato caratterizzato da tensioni nella maggioranza e cambiamenti negli incarichi istituzionali. Tra gli episodi più rilevanti, le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, del capo di gabinetto al ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, e di Daniela Santanchè dal dicastero del Turismo hanno segnato l’agenda politica. Non sono mancati cambi di incarico all’interno di Forza Italia, mentre è emersa la relazione tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e Claudia Conte, che ha alimentato discussioni mediatiche e politiche.
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Flessione di Fratelli d’Italia e consolidamento degli altri partiti
Secondo la Supermedia, il partito di Fratelli d’Italia (FdI) subisce un calo significativo di quasi un punto rispetto all’ultima rilevazione pre-referendum, attestandosi al 27,9%. Questo decremento conferma le difficoltà del partito dopo la sconfitta referendaria e le tensioni interne alla coalizione di centrodestra.
Al contrario, Lega e Forza Italia non solo non registrano perdite, ma mostrano segnali di rafforzamento. In particolare, il Partito democratico (Pd) e il Movimento 5 Stelle (M5S) consolidano la loro posizione tra i partiti di opposizione, con valori rispettivamente del 22,0% e del 12,9%, in crescita di +0,4% e +0,5% rispetto al mese precedente.
Altri partiti minori registrano variazioni contenute: Verdi/Sinistra scende leggermente al 6,4%, Futuro Nazionale cresce marginalmente al 3,3%, mentre Azione cala a 3,1%. Italia Viva e +Europa mostrano piccoli aggiustamenti, rispettivamente al 2,3% e 1,5%, mentre Noi Moderati non è rilevato.

Supermedia coalizioni: centrodestra sotto pressione
Analizzando la Supermedia per coalizioni, il centrodestra si attesta al 44,8%, in calo di 0,3 punti rispetto alla rilevazione precedente, mentre il campo largo raggiunge il 45,2%, con un incremento di 0,7 punti. Il Terzo Polo, composto da Azione e Italia Viva, si posiziona al 5,3%, leggermente in calo, mentre la voce Altri scende al 3,6%.
Rispetto alla Supermedia del 2022, il panorama politico appare più frammentato, con un margine più ridotto tra le principali coalizioni e una maggiore variabilità tra i partiti minori. Il confronto evidenzia la capacità del campo largo di attrarre consensi dai partiti minori e dai delusi del centrodestra, consolidando un leggero vantaggio in vista delle prossime scadenze elettorali.

Implicazioni politiche e scenari futuri
I dati della Supermedia post-referendum mostrano un centrodestra sotto pressione, soprattutto per via della flessione di FdI e delle tensioni interne. Nonostante ciò, Lega e Forza Italia mantengono stabilità e rappresentano ancora un blocco solido all’interno della coalizione.
Per il campo largo, il vantaggio attuale è minimo, ma sufficiente a confermare un equilibrio precario nella politica italiana, dove ogni scossone istituzionale o cambiamento nei rapporti di forza tra i partiti potrebbe ribaltare le previsioni. Gli osservatori sottolineano l’importanza delle prossime settimane, durante le quali la capacità dei partiti di mantenere coesione interna e attrarre elettori indecisi sarà determinante per consolidare o modificare l’attuale quadro di Supermedia.
In sintesi, la Supermedia del 2026 evidenzia come il referendum abbia avuto un impatto diretto sui flussi di consenso, penalizzando FdI e rafforzando i principali partiti di opposizione. La sfida tra campo largo e centrodestra resta aperta e serrata, con margini minimi e scenari politici ancora in forte evoluzione.


