
Il Consiglio dei ministri torna a riunirsi oggi, venerdì 3 aprile, per affrontare il nodo del caro carburanti e approvare un nuovo decreto destinato a prorogare il taglio delle accise fino al primo maggio. Una misura ritenuta urgente per evitare che, dal 7 aprile, venga meno lo sconto di circa 25 centesimi al litro che ha finora contenuto i prezzi di benzina e diesel.
Il provvedimento si inserisce in un contesto di forte pressione sui prezzi energetici. Nonostante gli interventi già in vigore, il costo dei carburanti continua a salire, spinto anche dalle tensioni internazionali e dalla persistente crisi legata alla guerra in Medio Oriente, i cui effetti sui mercati energetici restano incerti nel medio periodo.
Il nuovo decreto carburanti avrà un impatto significativo sui conti pubblici. Dopo i 527 milioni stanziati con il precedente intervento del 18 marzo, il costo complessivo potrebbe superare i 600 milioni di euro, includendo non solo il taglio delle accise ma anche misure di sostegno per diversi settori produttivi.

Tra le richieste sul tavolo c’è l’ampliamento del rimborso delle accise per il comparto dell’autotrasporto, attualmente limitato ai mezzi Euro 5 e 6. Le associazioni di categoria chiedono un’estensione più ampia, minacciando proteste e possibili ripercussioni sulla logistica e sul trasporto merci.
Parallelamente, il governo valuta un rafforzamento del credito d’imposta sul gasolio destinato ai settori dell’agricoltura e della pesca, fortemente colpiti dall’aumento dei costi energetici. Si tratta di interventi ritenuti fondamentali per garantire la tenuta della filiera produttiva.
L’aumento della spesa pubblica per sostenere famiglie e imprese preoccupa l’esecutivo, che sta lavorando anche in vista del prossimo Documento di finanza pubblica. Il rischio è quello di replicare quanto avvenuto nel 2022, quando i ripetuti tagli delle accise portarono a un esborso complessivo di circa 7 miliardi di euro.
A complicare ulteriormente il quadro arriva il forte aumento delle tariffe del gas, cresciute del 19,2%. Un rincaro che si aggiunge all’incremento dell’8,1% registrato per l’energia elettrica nel secondo trimestre, aggravando il peso delle bollette energetiche sulle famiglie italiane.
Gli aumenti colpiscono in particolare i cosiddetti utenti vulnerabili, ancora nel mercato tutelato. Secondo le stime, per una famiglia tipo il rincaro del gas potrebbe tradursi in una spesa aggiuntiva annua di oltre 200 euro, con effetti ancora più marcati per chi ha contratti a prezzo variabile nel mercato libero.
Di fronte a questa nuova emergenza, anche il recente decreto bollette da 3 miliardi appare insufficiente. Il governo starebbe già valutando ulteriori misure per sostenere famiglie e imprese, mentre sul fronte carburanti arriva un piccolo segnale: la riduzione di 5 centesimi al litro lungo la rete autostradale, un intervento che però garantisce un risparmio limitato per gli automobilisti.


