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Il potere come seduzione: quando la politica si intreccia con la “senilità al comando”

Pubblicato: 03/04/2026 10:20

Oggi un uomo di oltre sessant’anni si ritiene ancora giovane e pieno di pulsioni. Molti sociologi e psicologi ci parlano della sessualescenza, cioè del sesso in età avanzata. Victor Hugò fece un figlio ad ottant’anni, e pure Charlie Chaplin lo fece da vecchio. Certo noi come parametro abbiamo Briatore, oppure il forte attaccamento alla vita sessuale, se vogliamo in maniera narcisistica, di Berlusconi. Ma costoro avevano dalla loro una dimensione privata della seduzione, composta o meno. Per potere artistico, economico, di immagine riflessa.

La vicenda Piantedosi, come quella di Sangiuliano, è legata alla seduzione del potere degli impiegati. Entrambi non erano dei leader, degli artisti dotati di chissà quale talento, degli imprenditori di successo. Nessuno conosceva Piantedosi prima che diventasse capo di gabinetto di Matteo Salvini al Viminale, qualcuno potrebbe sospettare che la forte influenza del suocero, ai vertici di polizia e dei servizi, ne abbia certamente non sfavorito la carriera. Dopodiché in maniera onestamente insperata arriva l’incredibile salto. Diventa Ministro del suo ministero di appartenenza. La sua storia potrebbe generare migliaia di sogni di impiegati che sognano di diventare capoazienda o assessori, alla regione o al comune, o addirittura ministri come lui. Il potere è un afrodisiaco per tante donne, ovviamente non tutte.

E qui si vede l’uomo, che non confonde la funzione con la sua potenza seduttiva o carica sessuale. Un uomo di una certa età, e probabilmente, non frenetica vita da playboy, dovrebbe riflettere se una, troppo giovane, ragazza di aspirante immagine e protagonismo ti si accosta con atteggiamenti di disponibilità. Vuole me, il grigio funzionario con l’abito d’ordinanza, che non è ovviamente il giubbotto di pelle di Marlon Brando, o cerca i privilegi del potere legati alla mia funzione. E qui un onesto servitore dello Stato sbarella, ha scritto e fatto cose complicatissime, anche contorte, come il decreto Cutro, o quello su Caivano o i rave party, ma davanti a ciò che ha la forza di spinta superiore al famoso carro di buoi perde il controllo di sé. A niente servono grisaglia e curriculum vitae, la decenza dell’età, i vincoli matrimoniali e genitoriali. La senilità al potere può confondere soprattutto coloro che non ci sono abituati, al potere e al sesso. Lo si capisce dal comunicato di contenimento celerino: Questi sono fatti personali e bastonare, legalmente, chiunque osi dire che ho approfittato dei miei poteri.

I veri problemi sono due. Il primo non avere la percezione che la liaison in oggetto nasce dal suo potere, e non dal suo enorme fascino personale. Il secondo è che quando si smette di essere un impiegato, e si assume una carica politica, il privato non esiste. Ma non da oggi, da secoli. Oggi di meno ancora per la connettività che tutti hanno. Il commento unanime, sarcastico e malizioso, in tutti i bar ed edicole del Paese, è stato: E bravo Piantedosi, chi l’avrebbe detto!

Certamente questi commenti non li riceveva Briatore o Raoul Bova. Un uomo regge tante cose, ma difficilmente regge il potere, soprattutto se non ci è abituato. Infatti alla Presidenza del Consiglio abbiamo una donna. Le consiglieremmo di clonarsi, per evitare una infinita Via Crucis. Ma purtroppo la Pasqua è già arrivata. Ci sarà resurrezione? Quien sabe.

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