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Totti, conti sequestrati e indagini in corso per il fratello dell’ex campione

Pubblicato: 03/04/2026 12:34

La vicenda giudiziaria che coinvolge la Totti Soccer School e Riccardo Totti, fratello dello storico capitano della Roma, scuote il panorama sportivo e amministrativo della capitale. Le indagini condotte dalla Procura di Roma hanno portato al sequestro di due conti correnti e di diverse risorse finanziarie legate alla prestigiosa accademia calcistica, portando alla luce un presunto sistema finalizzato a eludere i debiti contratti verso i dipendenti. Mentre Francesco Totti appariva sereno durante gli eventi pubblici recenti, la posizione legale di suo fratello si è fatta estremamente delicata a causa di un’accusa pesante: mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La magistratura ipotizza che sia stata messa in atto una strategia precisa per svuotare le casse sociali e rendere impossibile il recupero di crediti legittimi ottenuti per via legale.

L’origine del contenzioso lavorativo

Tutto ha avuto inizio da una causa di lavoro intentata da una ex segretaria dell’accademia, la quale aveva denunciato la società per il mancato pagamento di spettanze dovute dopo anni di servizio. Il tribunale aveva dato ragione alla lavoratrice, riconoscendole un risarcimento complessivo superiore ai 120mila euro, cifra che comprendeva stipendi arretrati e indennità varie. Nonostante la sentenza esecutiva, la donna non è mai riuscita a incassare la somma stabilita dal giudice poiché, al momento del tentativo di pignoramento, i conti ufficiali della scuola calcio risultavano quasi completamente privi di liquidità. Questa discrepanza ha insospettito gli inquirenti, dato che la scuola vanta un numero elevatissimo di iscritti e incassi costanti derivanti dalle rette stagionali e dai campi estivi.

Secondo quanto ricostruito dalla pm Vittoria Bonfanti, Riccardo Totti avrebbe architettato un meccanismo per deviare i flussi di denaro in entrata verso depositi non aggredibili dalla procedura esecutiva. Il giudice per le indagini preliminari Luca Battinieri, nell’autorizzare il sequestro preventivo, ha parlato chiaramente di un aggiramento sistematico del pignoramento. La società continuava regolarmente a operare e a emettere ricevute a proprio nome, mantenendo l’apparenza di una gestione normale, ma i pagamenti effettuati dalle famiglie dei giovani calciatori venivano convogliati altrove. In questo modo, i conti correnti ufficiali che avrebbero dovuto servire a saldare il debito con l’ex dipendente rimanevano vuoti, rendendo di fatto vane le tutele legali previste per la creditrice.

Le verifiche condotte dalla Guardia di Finanza hanno permesso di mappare il percorso del denaro, individuando l’utilizzo di coordinate bancarie diverse da quelle storiche della società. A partire dall’estate del 2024, ai genitori degli iscritti sarebbero state fornite indicazioni per effettuare i bonifici su due conti specifici definiti dagli inquirenti come fantasma. Uno di questi rapporti bancari era intestato personalmente a Riccardo Totti, mentre il secondo faceva capo a una ditta individuale creata appositamente. Questa nuova entità giuridica presentava un nome quasi identico a quello della scuola calcio originale, un dettaglio che secondo l’accusa serviva a non destare sospetti nei pagatori e a giustificare le intestazioni sulle ricevute rilasciate, garantendo al contempo che la liquidità restasse fuori dalla portata del tribunale.

Le conseguenze e i sequestri preventivi

L’anomalia di un’accademia d’élite con le casse vuote ha spinto le Fiamme Gialle ad approfondire gli accertamenti, confermando il travaso di capitali verso la sfera privata del presidente. Di conseguenza, l’autorità giudiziaria ha disposto il blocco immediato dei conti correnti riconducibili sia a Riccardo Totti che alla Totti Soccer School. Il sequestro serve a preservare le somme necessarie a coprire il debito verso l’ex segretaria e a interrompere la condotta illecita ipotizzata dalla Procura. Mentre l’indagine prosegue per definire eventuali ulteriori responsabilità, l’immagine della scuola calcio subisce un duro colpo, trovandosi al centro di una cronaca che mescola gestione societaria opaca e violazione dei diritti dei lavoratori in un contesto di grande visibilità mediatica.

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