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Gasolio verso i 3 euro al litro: l’effetto del super Brent e della crisi in Medio Oriente

Pubblicato: 06/04/2026 23:54

Il prezzo del gasolio potrebbe avvicinarsi alla soglia dei 3 euro al litro entro giugno. Un’ipotesi che torna al centro del dibattito dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ma che resta legata a variabili ancora in evoluzione.
Più che una previsione certa, si tratta di uno scenario possibile, strettamente connesso all’andamento del conflitto in Medio Oriente e alla reazione dei mercati energetici globali. Uno scenario, va detto, da incubo: il gasolio alimenta ancora la maggior parte dei mezzi di trasporto pubblici, dai camion da autotrasporto delle merci, oltre che circa il 40% del parco auto circolante.

Il ruolo della guerra e dello stretto di Hormuz

Il primo fattore determinante è la durata della guerra in Iran e l’eventuale chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico mondiale di petrolio.

Un’interruzione prolungata o tensioni persistenti in quell’area potrebbero ridurre l’offerta globale di greggio, spingendo ulteriormente al rialzo i prezzi. A questo si aggiungono le incertezze legate alle mosse geopolitiche e alle dichiarazioni dell’amministrazione americana, che nelle ultime settimane hanno contribuito a una forte volatilità dei mercati.

Prezzi già in forte crescita

I dati più recenti mostrano una tendenza già ben avviata. Secondo le elaborazioni dell’Unem, tra metà febbraio e metà marzo il prezzo internazionale del gasolio è raddoppiato, superando quota un euro al litro.

Questo aumento si riflette direttamente sui prezzi alla pompa, dove il diesel ha già raggiunto un prezzo industriale intorno ai 2 euro al litro, al netto di eventuali ulteriori rincari.

Lo scenario verso giugno

Se il trend attuale dovesse proseguire senza cambiamenti significativi — né escalation ulteriori né interventi fiscali su accise e Iva — le quotazioni internazionali potrebbero arrivare a circa 2 euro al litro nei prossimi due mesi.

In questo caso, il prezzo finale del diesel potrebbe toccare i 3 euro al litro entro giugno, segnando un livello senza precedenti e con forti ripercussioni su trasporti, logistica e costo della vita.

Benzina, rincari più graduali

Diverso il discorso per la benzina, dove la crescita dei prezzi appare meno accentuata. A parità di condizioni, la soglia dei 3 euro potrebbe essere raggiunta più avanti, indicativamente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Il riferimento resta il Brent, il petrolio di riferimento per i mercati europei, che nell’ultimo mese è salito di oltre il 40%, arrivando a superare i 109 dollari al barile dopo un ulteriore balzo dell’8% nelle ultime sedute.

Secondo le stime del centro studi di Figisc Confcommercio, questi aumenti si rifletteranno nei prossimi giorni sui prezzi alla pompa, con effetti visibili già dalla settimana successiva.

Nessuna carenza di carburante, ma resta l’allarme europeo

Nonostante il forte aumento dei prezzi e l’intenso traffico legato al weekend pasquale, al momento non si registrano criticità nella disponibilità di carburante sulla rete italiana.

Uno scenario che, almeno per ora, evita problemi di approvvigionamento. Più preoccupante, invece, è la valutazione delle istituzioni europee.

Il commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, ha parlato di un possibile shock energetico «di lunga durata», sottolineando come Bruxelles stia valutando tutte le opzioni disponibili, tra cui il razionamento dei carburanti e il rilascio di riserve strategiche di petrolio.

Accise, un intervento limitato

In questo contesto, il taglio delle accise viene considerato uno strumento con effetti limitati. Può alleggerire temporaneamente il costo per i consumatori, ma non è sufficiente a compensare rincari così rilevanti delle materie prime.

Il quadro resta quindi incerto e fortemente dipendente dagli sviluppi internazionali: tra diplomazia, mercati e decisioni politiche, i prossimi mesi saranno decisivi per capire se la soglia dei 3 euro diventerà realtà o resterà un’ipotesi.

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