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Frana in Molise, dichiarato lo stato d’emergenza: riunione con Meloni. Puglia isolata, Italia spaccata in due: “Non ci sono strade da Nord o Sud”

Pubblicato: 08/04/2026 17:05

La Regione Molise ha dichiarato lo stato di emergenza dopo i gravi effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio negli ultimi giorni, culminata nella riattivazione della frana di Petacciato. La decisione è stata formalizzata con l’approvazione della delibera numero 93, alla luce di una situazione che ha compromesso infrastrutture strategiche e collegamenti fondamentali a livello nazionale.

Il fenomeno franoso, riattivatosi improvvisamente il 7 aprile, ha avuto un impatto esteso su tutta la fascia costiera, provocando l’interruzione simultanea dell’autostrada A14, della statale 16 e della linea ferroviaria adriatica. Un blocco che ha di fatto spezzato in due il Paese, isolando la Puglia e mettendo in crisi uno dei principali corridoi di collegamento tra Nord e Sud.

Una frana estesa e pericolosa: evacuazioni e danni alle infrastrutture

La situazione più critica si registra nel comune di Petacciato, dove circa 50 persone sono state evacuate dalle aree più esposte. Il movimento franoso si estende per circa 4 chilometri, con un fronte stimato di un chilometro, e ha colpito direttamente le infrastrutture viarie e ferroviarie.

Le intense precipitazioni registrate tra fine marzo e inizio aprile hanno aggravato una situazione già fragile, innescando fenomeni di dissesto diffuso come smottamenti ed esondazioni. Il risultato è un territorio in forte sofferenza, con danni che si estendono ben oltre i confini regionali.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, la Regione punta ad accelerare le procedure per la gestione della crisi e l’accesso ai fondi necessari. Sin dalle prime ore sono stati attivati la Protezione civile regionale, la sala operativa e il sistema di volontariato, con circa 70 operatori impegnati sul campo tra assistenza alla popolazione e monitoraggio delle aree a rischio.

«Non ci sono strade»: il territorio isolato

A descrivere la gravità della situazione è il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, che sottolinea come il blocco delle infrastrutture abbia isolato completamente il territorio. «Non ci sono strade per chi arriva da Nord o da Sud», ha spiegato, evidenziando il carattere nazionale dell’emergenza.

Secondo il primo cittadino, la frana si sarebbe temporaneamente stabilizzata, ma il danno resta enorme. Non si tratta infatti di un fenomeno ordinario: «è la costa terrestre che si sposta verso il mare», ha detto, descrivendo un movimento lento ma costante che coinvolge l’intero territorio.

La frana di Petacciato è un fenomeno noto da decenni, con riattivazioni periodiche. Dal 2015 sono stati effettuati rilievi, studi e monitoraggi, ma gli interventi strutturali non sono mai partiti, in attesa di un progetto più ampio da circa 40 milioni di euro. Ora, dopo questo nuovo evento, torna con forza il tema della messa in sicurezza.

Il governo segue l’emergenza: vertice con Meloni

La situazione è seguita direttamente dal governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un contatto con il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e ha convocato una riunione in videoconferenza con i ministri delle Infrastrutture Matteo Salvini e della Difesa Guido Crosetto.

Al tavolo hanno partecipato anche il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e il sottosegretario Alfredo Mantovano. L’obiettivo è valutare le verifiche tecniche in corso sulla frana e individuare gli interventi necessari per il ripristino della viabilità.

Un’emergenza nazionale

La frana di Petacciato non è solo un problema locale, ma una crisi che coinvolge l’intero sistema infrastrutturale italiano. Il blocco simultaneo di autostrada, ferrovia e viabilità ordinaria rappresenta un evento eccezionale, che mette in evidenza la fragilità del territorio e la necessità di interventi strutturali.

Nel breve periodo, la priorità resta garantire la sicurezza e ripristinare i collegamenti. Ma l’emergenza riapre anche un tema più ampio: quello della gestione del rischio idrogeologico in un Paese sempre più esposto agli effetti di eventi climatici estremi.

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