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Caso ricina, superstiti interrogati per dieci ore. Il marito: “Ho la coscienza a posto”

Pubblicato: 09/04/2026 20:28

L’inchiesta sulle morti sospette avvenute a Pietracatella, un piccolo comune in provincia di Campobasso, sta vivendo ore di estrema tensione e incertezza. Il caso riguarda il decesso di Sara Di Vita, una ragazza di soli quindici anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, cinquantenne. Entrambe sono state colpite da un malore fatale tra la vigilia e il giorno di Natale, ma solo recentemente le analisi tossicologiche hanno gettato una luce sinistra sulla vicenda. La scoperta di tracce di ricina nel sangue delle vittime ha infatti trasformato un dramma familiare in un possibile caso di duplice omicidio. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire meticolosamente ogni istante di quel tragico 23 dicembre, considerato il momento chiave in cui il veleno sarebbe stato somministrato.

La reazione del padre e le indagini in corso

Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella, ha rotto il silenzio mediatico attraverso le parole del suo legale, l’avvocato Arturo Messere. L’uomo, noto professionista e stimato ex sindaco del paese, ha dichiarato fermamente di essere con la coscienza a posto, nonostante il peso della tragedia che lo ha colpito. Durante un interrogatorio fiume in questura, durato oltre dieci ore, Di Vita ha mantenuto un atteggiamento di collaborazione, pur sottolineando la difficoltà nel ricordare con precisione millimetrica i dettagli dei pasti consumati in quella giornata cruciale di dicembre. La sua posizione rimane quella di un uomo addolorato ma sereno rispetto al proprio operato, mentre l’autorità giudiziaria prosegue gli accertamenti per verificare la coerenza di ogni sua affermazione.

Il ruolo della famiglia e le testimonianze raccolte

Oltre a Gianni Di Vita, gli inquirenti hanno ascoltato lungamente la figlia superstite, Alice, e una cugina che attualmente ospita i familiari dopo il sequestro della loro abitazione. Questa maratona di deposizioni, arrivata a toccare le tredici ore consecutive, ha lo scopo di incrociare i racconti e far emergere eventuali contraddizioni o zone d’ombra. La Squadra Mobile di Campobasso, sotto la direzione di Marco Graziano, ha già sentito circa trenta persone tra parenti, amici e conoscenti stretti, cercando di delineare un quadro preciso delle dinamiche relazionali all’interno della famiglia. L’attenzione resta focalizzata sulla giornata del 23 dicembre, poiché i sintomi letali si sono manifestati poco dopo, portando al decesso delle due donne in tempi ravvicinati.

Le prove scientifiche e il veleno letale

Un elemento fondamentale per il proseguimento del caso sarà la relazione finale del Centro nazionale antiveleni di Pavia, coordinato dal dottor Carlo Locatelli. Sebbene i risultati preliminari abbiano già confermato la presenza della ricina, la relazione tecnica definitiva, attesa entro dieci giorni, fornirà dettagli cruciali sulla quantità di sostanza e sulla possibile modalità di assunzione. La ricina è una tossina estremamente potente e difficile da reperire sul mercato comune, fattore che spinge gli investigatori a indagare sui canali di approvvigionamento, compresi eventuali acquisti online o l’estrazione manuale dai semi della pianta di ricino. Al momento il fascicolo rimane aperto contro ignoti, il che significa che non ci sono ancora nomi iscritti ufficialmente nel registro degli indagati per il reato di omicidio.

Il mistero del movente e i prossimi passi

Resta ancora tutto da decifrare il possibile movente che avrebbe spinto qualcuno a pianificare un atto così atroce contro una madre e sua figlia adolescente. Gli inquirenti non escludono alcuna pista e stanno valutando sia la sfera privata che quella professionale della famiglia. Un nuovo sopralluogo nell’abitazione di Pietracatella potrebbe essere disposto a breve per cercare contenitori, residui di cibo o tracce della sostanza tossica che potrebbero essere sfuggite ai primi rilievi. La comunità locale è ancora sotto shock per la perdita di due figure così amate e attende con ansia che la giustizia faccia chiarezza su una vicenda che appare ogni giorno più complessa e inquietante. La prossima settimana sarà decisiva per capire se le nuove audizioni e i dati scientifici porteranno a una svolta definitiva nell’identificazione del colpevole.

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Ultimo Aggiornamento: 09/04/2026 20:29

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