
Per 48 ore un’intera comunità ha sperato in un epilogo diverso. Tra appelli, ricerche serrate e una mobilitazione crescente, amici, familiari e volontari hanno continuato a cercare Gianfranco De Simone, convinti che potesse trattarsi di un allontanamento temporaneo.
Con il passare delle ore, però, l’angoscia è aumentata. La scomparsa, sempre più difficile da spiegare, ha tenuto con il fiato sospeso l’Irpinia e non solo.
Il caso e l’appello rilanciato in tv
La vicenda aveva attirato rapidamente attenzione anche a livello nazionale: se ne era occupata la trasmissione “Chi l’ha visto?”, contribuendo a diffondere l’appello e a raccogliere eventuali segnalazioni.
Intanto il tempo scorreva inesorabile, mentre proseguivano le verifiche sul territorio e i tentativi di ricostruire gli ultimi spostamenti dell’uomo.

Trovato morto Gianfranco De Simone
Il drammatico epilogo è arrivato nella mattinata successiva, quando è stato ritrovato il corpo senza vita di Gianfranco De Simone, panettiere 50enne originario di Mercogliano.
Il ritrovamento è avvenuto a Monteforte Irpino, in contrada Riparano, una zona periferica diventata lo scenario di una tragedia che ha scosso tutta l’Irpinia.

Il dolore della comunità e della famiglia
La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenta la comunità. De Simone lascia la moglie e due figli, travolti da un dolore improvviso e devastante.
Nelle ore precedenti, in tanti avevano continuato a sperare, alimentando una catena di solidarietà che però non è bastata a evitare il peggio.

Le ricerche e le ultime tracce
Le ricerche erano scattate già dalla mattina di mercoledì 8 aprile, subito dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia. Per due giorni, forze dell’ordine, volontari e cittadini hanno perlustrato l’area senza sosta, alla ricerca di qualsiasi indizio utile.
Le ultime tracce portavano proprio a Monteforte Irpino. L’uomo era stato visto lì per l’ultima volta martedì 7 aprile, dopo aver ricevuto un passaggio in auto da un conoscente: un dettaglio ritenuto importante per ricostruire le sue ultime ore.
Gli elementi chiave e le ipotesi
Al momento della scomparsa, il 50enne non aveva con sé lo smartphone, ma solo i documenti e una somma di denaro contante. Un particolare che ha reso più complesse le ricerche e che lascia aperti interrogativi su quanto accaduto dopo il suo arrivo nella zona.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il personale sanitario del 118 dell’Asl di Avellino e il magistrato di turno, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti non si esclude quella del gesto estremo, ma sarà soltanto l’eventuale autopsia a chiarire le cause della morte e a dare risposte definitive.


