
Dietro le luci della ribalta e le risate del palcoscenico si sta consumando una battaglia legale dai toni cupi e dai risvolti pesantissimi. Il comico romano Maurizio Battista è finito al centro di una tempesta giudiziaria, denunciato dal suo ex manager, Fabio Censi, con accuse che vanno dallo stalking alla diffamazione aggravata. La frattura tra i due, un tempo sodali nel mondo dello spettacolo, è diventata insanabile, portando i legali di Censi a sollecitare persino una misura interdittiva contro l’artista. Al centro della disputa ci sarebbero una serie di filmati pubblicati sui social in cui Battista, pur senza fare nomi esplicitamente, evoca la figura di uno «sciacallo», accusandolo di avergli sottratto circa un milione e mezzo di euro. Una ricostruzione che il comico avrebbe già portato all’attenzione degli inquirenti con una contro-denuncia per tutelare i propri interessi.
L’ombra dello “sciacallo” e il timore per l’incolumità
Secondo la denuncia depositata dall’avvocato Pietro Nicotera, tutto sarebbe precipitato lo scorso gennaio. «Battista ha deciso di interrompere improvvisamente il nostro rapporto che era iniziato nel 2018. Dopo avere preso questa decisione – afferma nell’atto finito all’attenzione dei pm di Roma – ha cominciato a pubblicare sui social video con frequenza quotidiana facendo riferimento ad uno “sciacallo che era inseguito da un cacciatore con il fucile carico” usando termini e modi alquanto pesanti e minacciosi senza però indicare a chi si riferisse al punto che destava la curiosità di migliaia di persone che lo seguono sui social». Questo clima di tensione avrebbe travalicato i confini del web, arrivando a toccare la vita istituzionale di Censi, che ricopre incarichi pubblici nel comune di Canterano.
La pressione mediatica e i toni usati nei video avrebbero avuto ripercussioni psicologiche devastanti per l’ex impresario. «Il comportamento di Battista ha provocato nel mio assistito un perdurante e grave stato di ansia e di paura e generato un fondato timore per la propria incolumità», scrivono gli avvocati di Censi, giustificando così la richiesta di una misura cautelare immediata. Per la difesa, è fondamentale impedire che l’artista continui a diffondere contenuti ritenuti illeciti. Mentre la Procura di Roma analizza le carte, la vicenda continua a infiammare i social, dividendo l’opinione pubblica tra chi vede in Battista una vittima di un raggiro economico e chi, invece, stigmatizza la violenza verbale della sua reazione.

