
Il leader del Giuseppe Conte accende lo scontro politico sul ruolo dell’Italia nel conflitto in Iran, puntando il dito contro l’utilizzo delle basi militari. Intervenendo a Piazzapulita, l’ex presidente del Consiglio ha parlato di un coinvolgimento indiretto attraverso la base di Sigonella, sostenendo che il governo non stia dicendo tutta la verità.
Secondo Conte, in presenza di azioni “illegali e contrarie al diritto internazionale”, le infrastrutture italiane non dovrebbero essere concesse nemmeno per supporto logistico. Nel mirino finisce in particolare l’uso degli F35, che – ha affermato – sarebbero autorizzati ad atterrare e ripartire proprio da Sigonella. Una circostanza che, a suo giudizio, non sarebbe compatibile con i principi costituzionali, anche perché si tratta di velivoli “attrezzati per colpire” e non destinati a semplici missioni di monitoraggio.
Il nodo delle basi militari
Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui il tema dell’impiego delle basi italiane è tornato centrale nel dibattito politico. Nei giorni scorsi, il governo guidato da Giorgia Meloni ha ribadito di aver negato l’autorizzazione per operazioni di attacco, limitando l’uso delle strutture alle attività previste dagli accordi internazionali.
Il confronto resta acceso proprio su questo punto: da una parte l’esecutivo rivendica il rispetto degli impegni internazionali e dei vincoli stabiliti, dall’altra l’opposizione denuncia il rischio di un coinvolgimento, anche solo logistico, in operazioni militari contestate.
Le critiche sulla linea internazionale
Conte ha poi allargato il fronte delle critiche alla politica estera del governo, accusandolo di contribuire all’escalation nei diversi scenari di crisi. Nel suo intervento ha citato le posizioni assunte su Venezuela, Gaza e Iran, sostenendo che l’esecutivo italiano non assumerebbe una posizione netta contro azioni considerate illegittime.
Secondo l’ex premier, questa linea rischierebbe di minare l’equilibrio internazionale, alimentando tensioni già molto elevate. Un’accusa politica pesante, che si inserisce in un quadro globale sempre più instabile e che riporta al centro del confronto interno il ruolo dell’Italia nelle crisi internazionali.


