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Calcio, arbitro chiede il permesso di soggiorno a due giocatori: scoppia la polemica

Pubblicato: 14/04/2026 23:42

Un controllo prima del fischio d’inizio ha acceso la polemica nel calcio dilettantistico padovano. Durante la partita di Seconda categoria tra San Fidenzio Polverara e San Precario, vinta dai padroni di casa per 3-2, l’arbitro ha chiesto di vedere il permesso di soggiorno di due giovani calciatori africani della squadra ospite. Un episodio che ha provocato la protesta della società coinvolta e l’apertura di verifiche da parte della Figc.

La richiesta prima della partita

L’episodio è avvenuto durante il consueto riconoscimento dei giocatori prima del match. In quella fase l’arbitro ha chiesto al dirigente del San Precario di esibire il permesso di soggiorno per due atleti provenienti dall’Africa.

La richiesta ha lasciato sorpresi i dirigenti della squadra ospite. Il presidente Roberto Mastellaro ha definito quanto accaduto «al limite dell’assurdo», parlando apertamente di un comportamento che considera discriminatorio.

Il regolamento Figc

Secondo quanto previsto dal regolamento Figc, per essere ammessi a una partita i calciatori devono presentare semplicemente un documento di identità, un passaporto oppure la tessera federale.

«Mai in 18 anni mi era capitato che venisse chiesto il permesso di soggiorno», ha spiegato Mastellaro. «Non so se si sia trattato di un’ingenuità dell’arbitro, ma siamo rimasti davvero allibiti».

Per evitare ritardi nell’inizio della gara, il dirigente ha comunque mostrato il documento richiesto, ma la società ha deciso di chiedere chiarimenti ufficiali sull’accaduto.

Il sospetto di discriminazione

Secondo il presidente del San Precario, la richiesta sarebbe stata motivata unicamente dalla provenienza africana dei due calciatori. «Nella nostra rosa abbiamo anche un altro giocatore extracomunitario, con doppio passaporto inglese e slovacco, ma per lui non è stato chiesto nulla».

La società ha ribadito il proprio impegno contro ogni forma di razzismo, esprimendo preoccupazione per un clima che, a loro avviso, rischia di legittimare comportamenti discriminatori anche nei campi dilettantistici.

L’indagine della Figc

La vicenda è ora all’attenzione della Figc Veneto. Il presidente regionale Giuseppe Ruzza ha chiesto una relazione scritta per ricostruire quanto accaduto.

Dal canto suo, il presidente dell’Aia Veneto, Tarcisio Serena, ha chiarito che un arbitro non è autorizzato a richiedere il permesso di soggiorno ai calciatori. Per il riconoscimento dei tesserati sono sufficienti documento d’identità, tessera federale, conoscenza diretta o foto autenticata.

La federazione dovrà ora stabilire se la richiesta sia stata frutto di un errore o se vi siano stati comportamenti non conformi alle norme federali.

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