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Chi sono davvero Luigi e Patrizia, coniugi morti a Bisceglie: “Stavano per farlo, assurdo”

Pubblicato: 15/04/2026 13:48

Il velo dell’alba si era appena sollevato su un mercoledì che sembrava identico a mille altri, uno di quei giorni in cui i gesti si ripetono meccanici e le voci dei vicini si mescolano al rumore del caffè che sale nelle cucine. Eppure, dietro le tapparelle abbassate di un condominio come tanti, il silenzio non era sinonimo di pace, ma il preludio di una tensione pronta a spezzarsi. In quei corridoi, dove l’eco dei passi solitamente accompagna l’inizio della giornata lavorativa, si consumava una crisi silenziosa, un addio che non riusciva a trovare le parole giuste e che si trasformava in un’ombra pronta a stravolgere per sempre la quiete del quartiere.
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L’aria frizzante di metà aprile è stata improvvisamente squarciata da un grido, un suono lacerante che ha interrotto bruscamente la routine di chi, a pochi metri di distanza, stava iniziando la propria mattinata. È bastato un istante perché la normalità svanisse, sostituita dal rumore sordo di un impatto che nessuno avrebbe mai voluto sentire. In pochi minuti, il blu dei lampeggianti ha iniziato a riflettersi sulle vetrate dei palazzi, trasformando una strada residenziale in un perimetro di dolore e incredulità, mentre gli sguardi dei passanti si alzavano, atterriti, verso un balcone troppo alto per non aver lasciato scampo.

Tragedia a Bisceglie in via Vittorio Veneto

La cronaca di questa giornata drammatica porta la firma di Bisceglie, nella provincia di Barletta-Andria-Trani. È qui, al civico 106B di via Vittorio Veneto, che si è consumato l’orrore. Sulla rampa dei garage, uno accanto all’altro, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di Luigi Gentile, 61 anni, e di sua moglie Patrizia Lamanuzzi, di 54. I due sono precipitati dal balcone del loro appartamento situato al quinto piano, morendo sul colpo. Una scena terribile che ha lasciato i primi soccorritori senza fiato, davanti a quello che appare come l’ultimo atto di un legame ormai logoro.

Ricostruzione dei carabinieri e ipotesi femminicidio-suicidio

Secondo quanto emerso dalle prime indagini condotte dai carabinieri, intervenuti immediatamente sul posto, l’ipotesi più accreditata è quella di un tragico caso di femminicidio-suicidio. I militari dell’arma hanno raccolto la preziosa testimonianza di una vicina di casa, la quale avrebbe riferito di aver sentito chiaramente la donna urlare prima di vederla cadere nel vuoto. La coppia, secondo i racconti, stava affrontando un difficile percorso di separazione, elemento che avrebbe scatenato la furia omicida dell’uomo prima del suo gesto estremo.

Indagini sulla dinamica e dolore dei figli

Le autorità definiscono «verosimile» la ricostruzione secondo cui Gentile avrebbe spinto o lanciato la moglie dal quinto piano per poi togliersi la vita lanciandosi a sua volta. La tragedia lascia un vuoto incolmabile nella vita dei loro due figli, uno residente in Svizzera e l’altro a Trani, informati della perdita di entrambi i genitori in circostanze così violente. Mentre i rilievi proseguono per confermare ogni dettaglio tecnico, la città di Bisceglie si stringe nel silenzio, scossa da un dramma familiare che non ha lasciato spazio alla speranza.

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