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“Cavernicoli!”, Marina Berlusconi furiosa: ce l’ha proprio con lui!

Pubblicato: 15/04/2026 19:48

Il ring della cronaca politica e giornalistica si infiamma nuovamente, vedendo protagonista una Marina Berlusconi più combattiva che mai. La presidente di Fininvest ha scelto di rompere il silenzio con una precisazione al vetriolo affidata a “Dagospia”, replicando punto su punto alle recenti ricostruzioni firmate da Pino Corrias. Al centro dello scontro non ci sono solo divergenze editoriali, ma una critica feroce ai metodi e al linguaggio utilizzati dal quotidiano di Marco Travaglio. “Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me – i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto ‘dialogue coach’ per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile”, ha esordito la figlia del Cavaliere, definendo tale approccio con un aggettivo che non lascia spazio a interpretazioni: “cavernicolo”.

L’affondo contro il patriarcato e l’ossessione editoriale

La difesa di Marina Berlusconi si sposta poi su un piano culturale e sociale, utilizzando paradossalmente il lessico caro proprio a quel mondo progressista a cui gli autori contestati dicono di appartenere. La presidente punta il dito contro quella che definisce “una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero ‘body shaming'”. Nel suo j’accuse, non risparmia una stoccata personale al giornalista, estendendo il suo pensiero alle donne della sua famiglia: “Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente ‘patriarcali’ deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza”.

Nonostante la durezza delle parole, la numero uno di Fininvest rivendica con orgoglio il ruolo di bersaglio, trasformando l’attacco in un vanto professionale. “Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca”, ha affermato con fermezza. L’affondo finale è però un’analisi spietata sull’identità di quella scuola giornalistica, accusata di non essere mai riuscita a superare l’era del padre: “Spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante”.

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