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“Autoritaria e impossibile!”. Attacco frontale alla von der Leyen: tutta la verità

Pubblicato: 21/04/2026 11:01

Le tensioni ai vertici delle istituzioni europee emergono con forza e riportano al centro del dibattito il funzionamento interno dell’Unione europea. Dichiarazioni pesanti, seppur espresse con toni formali, riaccendono i riflettori su equilibri delicati e su rapporti che, nel tempo, avrebbero inciso anche sull’efficacia dell’azione politica comunitaria.

A sollevare il caso è l’ex presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che in una recente intervista ha ripercorso gli anni del suo mandato, soffermandosi in particolare sul rapporto con Ursula von der Leyen. Un legame istituzionale che, secondo quanto riferito, sarebbe stato segnato da profonde difficoltà operative e divergenze di visione.
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Rapporti difficili ai vertici dell’Unione europea

Nel racconto dell’ex presidente, il rapporto con la guida della Commissione viene descritto come “estremamente difficile”, con problemi costanti di coordinamento tra le due principali istituzioni europee. Una criticità che, per la natura dei ruoli ricoperti, avrebbe avuto ripercussioni dirette sul funzionamento complessivo dell’Unione europea.

Michel ha sottolineato come, durante il periodo 2019-2024, la collaborazione non abbia mai raggiunto un livello soddisfacente: “Non avevo mai sperimentato un livello di difficoltà simile nella collaborazione con un collega”. Parole che, pur mantenendo un registro istituzionale, evidenziano una frattura significativa nei rapporti interni.

Critiche alla leadership e gestione del potere

Uno dei punti più delicati riguarda lo stile di leadership attribuito a von der Leyen. Secondo Michel, l’approccio adottato sarebbe stato eccessivamente “autoritario”, con un progressivo accentramento del potere. Una dinamica che, a suo dire, avrebbe ridotto il ruolo dei commissari europei, limitandone l’incisività nelle decisioni strategiche.

La critica non si traduce in attacchi personali, ma si concentra sulla gestione politica e istituzionale, mettendo in discussione l’equilibrio tra le diverse componenti della governance europea. Un tema particolarmente sensibile, soprattutto in una fase storica caratterizzata da sfide complesse e dalla necessità di una risposta coordinata.

Risultati contestati e nodi strategici

Nel suo intervento, Michel ha espresso giudizi severi anche sui risultati ottenuti dall’Unione europea in alcuni ambiti chiave. Tra questi, il mercato unico, i mercati finanziari e soprattutto la difesa comune, considerata uno dei dossier più critici.

“Il risultato è zero, ed è una tragedia”, ha dichiarato, sintetizzando una valutazione fortemente negativa sull’efficacia delle politiche adottate. Un giudizio che si estende anche alle relazioni internazionali, in particolare con gli Stati Uniti, rispetto ai quali, secondo l’ex presidente, l’Europa dovrebbe assumere una posizione più decisa.

Il ruolo attuale di Michel

Oggi Charles Michel non ricopre incarichi istituzionali di primo piano all’interno dell’Unione europea, ma continua a operare come consulente, accademico e relatore internazionale. Un’attività che gli consente di mantenere uno sguardo privilegiato sulle dinamiche europee, forte dell’esperienza maturata negli anni ai vertici delle istituzioni.

Le sue dichiarazioni riaprono un confronto sul funzionamento interno dell’Unione e sulla necessità di garantire maggiore coesione tra le istituzioni. Un tema che resta centrale per il futuro del progetto europeo, soprattutto in un contesto globale sempre più complesso e competitivo.

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