
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge di conversione del decreto Sicurezza, accompagnandola con l’emanazione di un decreto correttivo sui rimpatri volontari assistiti. I due provvedimenti entreranno in vigore nello stesso giorno, come confermato da una nota ufficiale del Quirinale. Si tratta dell’ultimo passaggio formale dopo l’approvazione definitiva in Parlamento, che rende operative le nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica.
Il via libera del Capo dello Stato arriva poche ore dopo il voto della Camera, che ha approvato il testo con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, chiudendo così l’iter legislativo. Con la promulgazione e la contestuale firma del decreto correttivo, il governo interviene subito su alcune norme per chiarirne l’applicazione ed evitare sovrapposizioni.
Le parole di Meloni e la linea sulla sicurezza
Dall’estero, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione del provvedimento, definendolo «un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini». La premier ha ribadito che la legalità resta un principio «non negoziabile», sottolineando come il decreto introduca strumenti più incisivi per contrastare fenomeni come violenza, occupazioni abusive, degrado urbano e immigrazione illegale.
Meloni ha inoltre evidenziato che eventuali modifiche durante l’iter parlamentare avrebbero comportato la decadenza del testo, rendendo necessario l’intervento successivo con un decreto correttivo. Il messaggio politico resta quello di una linea dura sul fronte della sicurezza e del sostegno alle forze dell’ordine.
Il decreto correttivo sui rimpatri volontari
Parallelamente, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge correttivo sui rimpatri volontari assistiti, su proposta della premier, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il nuovo testo modifica alcune parti del decreto appena convertito, intervenendo in particolare sulle modalità di gestione e compenso per l’assistenza ai migranti.
Tra le novità principali, il compenso per l’attività di assistenza viene subordinato alla conclusione del procedimento amministrativo e non più alla partenza effettiva del migrante. Viene inoltre eliminato ogni riferimento al Consiglio Nazionale Forense, che non sarà più coinvolto nei programmi, mentre un decreto del Viminale definirà i criteri per individuare i soggetti autorizzati e le modalità di pagamento.
Il correttivo amplia anche la platea dei possibili beneficiari del contributo, includendo soggetti qualificati diversi dagli avvocati, purché muniti di mandato di fiducia. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficiente il sistema, evitando ritardi e rigidità procedurali.
Pubblicazione e tempi di attuazione
Secondo fonti di governo, il decreto Sicurezza e quello sui rimpatri potrebbero essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale già nelle prossime ore. Successivamente, il Ministero dell’Interno avrà 60 giorni per adottare il decreto attuativo, passaggio necessario per rendere pienamente operative le nuove norme.
L’iter parlamentare del decreto correttivo dovrebbe iniziare al Senato, mentre si attendono eventuali ulteriori rilievi istituzionali prima della definitiva entrata in vigore. Con questi passaggi, il governo punta a consolidare il nuovo quadro normativo sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi migratori.


