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Odio chiama odio, la verità dietro i due attentati a Trump

Pubblicato: 27/04/2026 18:02

E siamo a due attentati, indipendentemente dai sospetti complottisti. È indubbio che Donald Trump sia il presidente americano più divisivo dai tempi di Abramo Lincoln. Solo che il grande presidente degli Stati Uniti della guerra civile, padre della nazione moderna, fu odiato per una legge di libertà, abolì la schiavitù, e voleva rendere moderna e civile una giovane nazione in evoluzione. Ovviamente non tutti erano contenti di ciò, l’economia del sud degli Stati Uniti si fondava sulla facile redistribuzione che un’economia di schiavitù assicurava, i bianchi sufficientemente benestanti, se non ricchi, e la gente di colore in catene a produrre, senza salario, valore aggiunto.


Lincoln era un uomo austero e di grandi riflessioni, nulla a che vedere con il carattere ciclotimico e narcisista di Trump, ma era un uomo che voleva aprire l’America al mondo occidentale, non certamente chiuderla a riccio, tra dazi e minacce. Quello che appare immediatamente, come una conseguenza causa-effetto, è la connessione tra il linguaggio basicamente violento e volgare di Trump e l’odio che scatena verso di lui a livello globale. Il trattare i suoi ministri come servi da licenziare, ad immagine del suo feroce programma televisivo “the apprentice”, che lo lanciò come personaggio pubblico, il suo modo di trattare i leader degli altri paesi da Zelensky a Macron, da Sanchez a Meloni, parlare di distruzione di massa di una civiltà, è un modo di intendere la vita, prima che la politica, come scarso valore di una società.

Le vite degli esseri umani non contano molto nel pensiero trumpiano, sono numeri meno contabilizzabili dei soldi, i quali, “con questa guerra faremo un sacco di soldi”, sono molto più importanti. Questo disprezzo del concetto fondamentale di Umanità, ereditato dalla rivoluzione francese, causa originaria di quella americana, è distruttivo in primis per la sua stessa Nazione, e scatena la caccia mortale al Presidente, in un paese in cui ogni cittadino ha un’arma. Lui, come nel precedente attentato, si autoalimenta di questo odio, è benzina per il suo feroce logos, che immagina senza conclusione pacifica.


Attenzione, in America, e nel mondo, leader che parlavano parole miti e di pace, Martin Luther King in primis, sono state assassinate. Ma di loro ci resta un lascito di profonda umanità nelle nostre coscienze. Purtroppo anche i profeti di brutte concezioni, lasciano profonde tracce, come coloro che parlavano di “saponette mancate” verso gli esponenti della brigata ebraica alle manifestazioni del 25 aprile a casa nostra. È l’eterna lotta dell’uomo tra il bene ed il male. Siamo certi senza ipocrisia che la violenza dell’attentatore non sia la soluzione, ma che Trump non rappresenti il bene di questo pianeta è altrettanto certo.

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