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Minetti, la sentenza sull’adozione smentisce le accuse: pubblicato il verdetto integrale

Pubblicato: 30/04/2026 23:33

La vicenda legata a Nicole Minetti torna al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione della sentenza integrale di adozione da parte del quotidiano Domani. Il documento, reso disponibile anche in formato pdf, ricostruisce in modo dettagliato il percorso che ha portato all’affidamento definitivo di un bambino uruguaiano alla coppia formata dall’ex consigliera regionale e dal compagno Giuseppe Cipriani. Un passaggio che arriva dopo settimane di polemiche e dopo l’inchiesta del Fatto Quotidiano, che aveva sollevato dubbi sulla regolarità della procedura.

Il caso aveva attirato anche l’attenzione del Quirinale, che aveva chiesto ulteriori verifiche sulla grazia concessa a Minetti, coinvolgendo il ministero della Giustizia e la procura di Milano. Tuttavia, dalla lettura della sentenza emergono elementi che delineano un quadro diverso rispetto alle criticità sollevate nei precedenti articoli, mettendo in luce una situazione già definita dalle autorità competenti nel 2023.

La storia del bambino e l’abbandono alla nascita

Secondo quanto riportato nel provvedimento firmato dal giudice uruguaiano Grecia Gonzalvez il 15 febbraio 2023, il minore sarebbe stato abbandonato dai genitori biologici fin dalla nascita, avvenuta nel dicembre 2017. Il fascicolo giudiziario evidenzia come né la madre né il padre si siano mai presentati presso l’istituto per l’infanzia Inau, né abbiano mostrato interesse per il bambino nel corso degli anni.

La sentenza sottolinea che il padre risultava privato della libertà e che non esistevano altri familiari in grado di occuparsi del minore. Per questo motivo, il bambino era stato inizialmente collocato in una struttura di accoglienza, in attesa di una soluzione definitiva. Le testimonianze raccolte durante il procedimento confermano l’assenza totale di contatti da parte della famiglia d’origine, rafforzando la decisione di procedere con l’adozione.

Le testimonianze e la decisione del giudice

All’interno del provvedimento vengono citate cinque testimonianze giurate, che descrivono la situazione del bambino dopo l’ingresso nella nuova famiglia. Secondo quanto riportato, il minore appare sereno, riconosce Minetti e Cipriani come genitori e riceve un’assistenza completa sia dal punto di vista sanitario che psicologico. Un elemento che ha avuto un peso determinante nella valutazione finale del tribunale.

Tra i testimoni compare anche Marilela Sanchez, all’epoca direttrice del dipartimento di sorveglianza dell’orfanotrofio, che ha confermato di non aver mai avuto contatti con i genitori biologici del bambino. Nella sentenza si ribadisce come il legame con la famiglia d’origine sia del tutto inesistente, rendendo impossibile un reinserimento del minore nel nucleo biologico.

Il giudice ha quindi disposto la separazione definitiva dai genitori naturali, autorizzando l’adozione da parte della coppia. Una decisione motivata dalla necessità di garantire stabilità e continuità affettiva al bambino, già inserito nel nuovo contesto familiare.

Un caso ancora al centro del dibattito

La pubblicazione della sentenza integrale rappresenta un passaggio importante in una vicenda che resta comunque al centro del dibattito pubblico e politico. Le verifiche richieste dalle istituzioni italiane restano un elemento aperto, ma il documento giudiziario offre una ricostruzione dettagliata che chiarisce molti dei punti contestati nelle settimane precedenti.

In questo contesto, la posizione di Nicole Minetti appare sostenuta da un atto ufficiale che certifica la regolarità dell’adozione secondo le autorità uruguaiane. Resta ora da capire quali saranno gli sviluppi sul fronte italiano, mentre il caso continua a suscitare attenzione mediatica e interrogativi sulle dinamiche che hanno portato alla concessione della grazia.

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Ultimo Aggiornamento: 30/04/2026 23:53

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