
La nuova svolta nell’inchiesta sul delitto di Garlasco riaccende lo scontro tra accusa e difesa, ma soprattutto non modifica la posizione della famiglia della vittima. Le recenti ipotesi formulate dalla Procura di Pavia, che indicano in Andrea Sempio l’unico responsabile dell’omicidio con un possibile movente sessuale, vengono infatti giudicate prive di fondamento dai legali dei Poggi. Una linea netta, che ribadisce come per i familiari di Chiara Poggi il colpevole resti Alberto Stasi, già condannato in via definitiva.
Secondo quanto riferito dai difensori della famiglia, la nuova ricostruzione non terrebbe conto degli elementi già accertati nel corso degli anni. Per questo viene definita una «ipotesi irreale», che sembrerebbe essere stata elaborata senza basi solide. Una presa di posizione che conferma lo scetticismo mostrato sin dall’inizio nei confronti della riapertura del caso e delle nuove piste investigative.
Il no alla nuova ricostruzione
I legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna sottolineano come fosse stata avanzata la richiesta di ampliare l’incidente probatorio, proprio per evitare il moltiplicarsi di teorie ritenute infondate. Tuttavia, la Procura ha scelto una strada diversa, dando impulso a una nuova ipotesi investigativa che oggi viene contestata apertamente dalla famiglia Poggi.
La strategia difensiva dei familiari resta quindi ancorata alle conclusioni raggiunte nei precedenti gradi di giudizio. Nonostante le novità emerse, viene ribadita la convinzione che gli elementi già analizzati da periti e consulenti abbiano chiarito i punti centrali della vicenda. Solo dopo aver esaminato nel dettaglio i nuovi atti, precisano i legali, sarà possibile comprendere le motivazioni che hanno portato a questo cambio di impostazione.
Verso la revisione del processo Stasi
Parallelamente, il nuovo scenario apre spiragli per la difesa di Alberto Stasi, che sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere. La ricostruzione della Procura di Pavia potrebbe infatti accelerare la richiesta di revisione del processo, un passaggio che la difesa considera sempre più vicino.
L’avvocata Giada Bocellari ha confermato che l’istanza verrà presentata alla Corte d’Appello di Brescia non appena sarà completata la fase di discovery, cioè l’accesso agli atti dell’indagine. Un momento cruciale, che coinciderà con la chiusura delle indagini preliminari e che potrebbe ridefinire gli equilibri giudiziari di uno dei casi più discussi della cronaca italiana.
Nel frattempo, l’attenzione resta puntata sulla convocazione di Andrea Sempio, chiamato a comparire davanti ai magistrati il prossimo 6 maggio. Un passaggio che potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma che al momento non scalfisce le certezze della famiglia Poggi, determinata a difendere la verità processuale già stabilita.


