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Va a vedere la partita del figlio, poi la tragedia: Roberto morto così, una famiglia distrutto

Pubblicato: 04/05/2026 16:58

Doveva essere una giornata di sport e famiglia, un viaggio per assistere alla partita del figlio. Si è trasformata invece in una tragedia improvvisa, con uno schianto violentissimo tra moto che ha spezzato vite e sconvolto più famiglie.

Sull’asfalto, dopo l’impatto, corpi e mezzi scaraventati a metri di distanza. Una scena drammatica, consumata in pochi istanti, sotto gli occhi di chi si trovava a passare lungo quella strada.

L’incidente è avvenuto a Mazzorno Sinistro, lungo l’argine del fiume Po, nel tratto tra Adria e Porto Viro. Il bilancio è gravissimo: un morto, due feriti in condizioni critiche e una comunità sotto shock.

A perdere la vita è stato Roberto Bordin, 60 anni, morto sul colpo dopo essere stato sbalzato dalla moto. Con lui viaggiava la moglie, una 55enne, rimasta gravemente ferita.

In condizioni disperate anche il ragazzo di 16 anni alla guida dell’altra moto, una 125, coinvolta nello schianto. Il giovane è stato ricoverato in terapia intensiva e lotta tra la vita e la morte.

Secondo una prima ricostruzione, la coppia stava percorrendo l’argine quando, all’altezza di una strada laterale, si è verificato l’impatto con il motociclo del sedicenne. Le cause sono ancora al vaglio delle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118, con ambulanze ed elisoccorso per il trasferimento urgente dei feriti nelle strutture ospedaliere. Le condizioni della donna e del ragazzo sono apparse subito gravissime.

La coppia, sposata da anni, era conosciuta per la passione per i viaggi in moto. Roberto Bordin era un professionista affermato nel settore commerciale, con una lunga carriera nel campo delle spedizioni internazionali.

Ad attendere i genitori c’era il figlio 24enne, a Ferrara per motivi di studio e impegnato in una partita di calcio. La gara è stata interrotta alla notizia dell’incidente, tra la commozione generale di compagni, dirigenti e pubblico presente.

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