
Grave lutto nel mondo del cinema europeo: si spegne una delle figure più riconoscibili e longeve del grande schermo, protagonista di decenni di storia tra teatro, televisione e pellicole diventate iconiche.
Un addio che segna la fine di un’epoca, quella di interpreti capaci di attraversare generazioni e linguaggi, lasciando un’impronta indelebile nella memoria del pubblico e nella cultura cinematografica.

È morta all’età di 97 anni Claire Maurier, pseudonimo di Odette-Michelle-Suzanne Agramon. L’attrice si è spenta il 3 maggio, come annunciato dalla famiglia.
Nata a Céret il 27 marzo 1929, Maurier è stata una delle interpreti più intense del secondo Novecento, con una carriera lunga oltre sessant’anni e più di novanta apparizioni tra cinema, teatro e televisione.
Il grande pubblico la ricorda soprattutto per il ruolo della madre severa in I 400 colpi di François Truffaut e per quello della burbera proprietaria del café ne Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet.

Figlia di un direttore di cinema sulla Croisette, si avvicinò giovanissima al mondo dello spettacolo. Dopo gli studi al Conservatorio di Bordeaux, si trasferì a Parigi per perfezionarsi sotto la guida di René Simon.
Il debutto arrivò a teatro nei primi anni Cinquanta, ma fu il cinema a consacrarla definitivamente. Il successo internazionale giunse proprio con “I 400 colpi”, accanto a Jean-Pierre Léaud.
Negli anni Sessanta lavorò con registi come Édouard Molinaro e Gilles Grangier, recitando anche in “Cucina al burro” insieme a Fernandel e Bourvil.
Dopo una carriera fatta di grandi successi e periodi più riservati, tornò alla ribalta internazionale nel 2001 con “Il favoloso mondo di Amélie”. Negli anni successivi continuò a lavorare fino a “La testa tra le nuvole” di Jean Becker, accanto a Gérard Depardieu, confermando fino alla fine il suo legame con il cinema.


