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“Tre segnali che fanno paura”. Hantavirus, l’allarme di Bassetti: “Qui in Italia…”

Pubblicato: 07/05/2026 17:23

Mentre nel resto del mondo cresce l’attenzione sui casi di hantavirus legati alla nave da crociera MV Hondius, in Italia il tema sarebbe quasi ignorato dai media. È questo il duro sfogo dell’infettivologo Matteo Bassetti, che accusa televisioni e giornali di concentrarsi su altre vicende di cronaca, come il delitto di Garlasco, sottovalutando invece un possibile rischio sanitario internazionale.

Secondo il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ci sarebbero almeno tre elementi che rendono questo focolaio particolarmente preoccupante. Aspetti che, a suo dire, dovrebbero attirare molta più attenzione anche in Italia.

Il primo riguarda il ceppo individuato tra i passeggeri della nave. Bassetti parla infatti della cosiddetta “variante andina”, considerata l’unica forma di hantavirus capace di trasmettersi da persona a persona. Fino a oggi il virus era rimasto confinato soprattutto tra Argentina e Cile, mentre adesso avrebbe superato quei confini geografici.

Il secondo elemento è la gravità clinica dell’infezione. L’hantavirus può colpire polmoni e reni provocando forme molto aggressive della malattia, con una mortalità stimata tra il 30 e il 50 per cento. Numeri che, secondo Bassetti, impongono prudenza e monitoraggio costante.

Il terzo aspetto che preoccupa l’infettivologo riguarda invece la dispersione dei passeggeri della crociera. Dopo i primi casi sospetti, molte persone sarebbero già ripartite verso diversi Paesi del mondo utilizzando voli e treni, rendendo più difficile tracciare eventuali contatti e possibili contagi.

Ad aumentare i timori c’è poi il lungo periodo di incubazione del virus. Bassetti spiega che possono trascorrere dalle due alle sei settimane prima della comparsa dei sintomi, un intervallo sufficientemente ampio da permettere agli infetti di viaggiare e spostarsi senza sapere di aver contratto il virus.

L’infettivologo sottolinea inoltre come l’hantavirus sia ancora poco conosciuto dal punto di vista scientifico. Al momento non esisterebbero anticorpi specifici disponibili e diversi aspetti epidemiologici sarebbero ancora oggetto di studio, rendendo più complessa la gestione dell’emergenza.

Da qui la polemica con il sistema dell’informazione italiana. Attraverso i suoi canali social, Bassetti ha criticato il fatto che testate internazionali come CNN, BBC e Washington Post stiano seguendo con attenzione l’evoluzione dei casi, mentre in Italia — sostiene — l’argomento sarebbe quasi assente dal dibattito pubblico.

Nel suo intervento, il medico ha lanciato anche una stoccata ai media tradizionali, accusandoli di inseguire esclusivamente cronaca e casi mediatici. «Nel mondo ne parlano tutti, in Italia pensiamo a Garlasco», ha detto, sostenendo che una possibile emergenza sanitaria globale meriterebbe ben altro spazio e approfondimento.

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