Vai al contenuto

Garlasco, l’avvocato di Stasi rompe il silenzio: cosa succede

Pubblicato: 07/05/2026 21:24

Nel nuovo sviluppo del caso Garlasco, tornato al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, arrivano le valutazioni dell’avvocata Elisabetta Aldrovandi, che insieme ai colleghi Antonio De Rensis e Giada Bocellari difende Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. L’intervento è avvenuto in diretta su Fanpage.it, fonte dell’intervista e delle dichiarazioni.

«Sono abbastanza perplessa da queste valutazioni opposte su elementi indiziari che sono comunque numerosi e, mi viene da dire, oggettivi a carico di Andrea Sempio», ha dichiarato Aldrovandi, riferendosi al nuovo fronte investigativo che vede coinvolto il 38enne Andrea Sempio. Un caso che, secondo la legale, è oggi oggetto di interpretazioni divergenti tra chi parla di prove inconsistenti e chi, invece, di elementi “schiaccianti”.

Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco

Nel suo ragionamento, l’avvocata sottolinea: «Io vorrei stare nel mezzo», evidenziando come, a suo avviso, esista comunque un quadro indiziario definito “corposo e importante”, costruito sulla base di elementi che la Procura avrebbe ritenuto sufficienti per formulare un’ipotesi accusatoria.

Aldrovandi ha poi aggiunto: «Non stiamo parlando di elementi evanescenti o teorie senza alcun tipo di elemento corroborante», sostenendo che l’impianto accusatorio nei confronti di Sempio si basi su una ricostruzione progressiva degli indizi raccolti nel tempo.

Secondo la legale, il metodo investigativo sarebbe differente rispetto al passato: «Qui non siamo di fronte a un’ipotesi e poi si sono cercati elementi a sostegno di quell’ipotesi», ha spiegato, tracciando un confronto con la posizione di Alberto Stasi, attorno al quale si sarebbe costruito l’impianto accusatorio nel tempo.

Nel corso dell’intervista su Fanpage.it, Aldrovandi ha affrontato anche il tema della possibile revisione del processo Stasi, spiegando che la difesa attende la chiusura delle indagini preliminari: «Aspettiamo e poi ci sarà da studiare il fascicolo per capire se ci sono prove nuove su cui fondare la richiesta di revisione».

Un passaggio centrale riguarda proprio la necessità di elementi inediti: «Dobbiamo ricordare che servono prove nuove», ha ribadito la legale, sottolineando come l’eventuale richiesta sarà valutata solo in presenza di un quadro realmente innovativo rispetto alle sentenze già passate in giudicato.

Aldrovandi ha infine commentato anche un audio attribuito a Sempio del 2025, definendolo «una straordinaria coincidenza» rispetto alle ipotesi investigative. «Fa riferimento a cose di cui all’epoca non si parlava assolutamente», ha affermato, precisando tuttavia che sarà necessario ascoltare integralmente il contenuto per valutarne il significato.

Sul piano tecnico, la legale è tornata anche su uno degli elementi storici del caso, la cosiddetta “impronta 33”, definendola un indizio considerato significativo già nelle prime fasi delle indagini: «È stata individuata dal 2007 come impronta dell’assassino», ha ricordato.

«Diciamo che ci sono tutta una serie di coincidenze che sono particolarmente sfortunate a suo carico», ha concluso Aldrovandi, sintetizzando una posizione difensiva che resta al centro di un caso giudiziario ancora oggi segnato da nuove interpretazioni, rilievi tecnici e sviluppi investigativi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure