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Alberto Stasi intervistato a Le Iene: “Non trovo un motivo, deve esserci qualcosa”

Pubblicato: 07/05/2026 21:56

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, il caso legato all’omicidio di Chiara Poggi continua a occupare il centro del dibattito giudiziario e mediatico italiano. Nelle stesse ore in cui la Procura di Pavia ha chiuso la nuova indagine nei confronti di Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato, torna a parlare anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere per la morte della fidanzata. Le sue dichiarazioni, registrate nel 2025, saranno trasmesse nella puntata de Le Iene in onda su Italia 1.

La vicenda giudiziaria del delitto di Garlasco potrebbe ora entrare in una fase del tutto nuova. Gli sviluppi dell’inchiesta su Sempio, infatti, potrebbero avere conseguenze anche sulla posizione di Stasi, che ha già scontato gran parte della pena. La Procura di Pavia, dopo la chiusura delle indagini, starebbe valutando l’invio degli atti alla Procura Generale di Milano per sostenere una possibile richiesta di revisione del processo.

“Un senso che non c’è”

Nell’anteprima diffusa sui canali social della trasmissione, Alberto Stasi riflette sul significato della condanna che lo ha segnato negli ultimi anni. Il 42enne parla del proprio rapporto con la fede e del tentativo di trovare una spiegazione personale alla sofferenza vissuta. “Non trovo nessun senso”, afferma nell’intervista, spiegando di aver cercato nel tempo di attribuire un significato religioso al peso che sostiene di portare.

Stasi racconta di aver pensato a una sorta di prova imposta dal destino o da Dio, pur ammettendo di non riuscire ancora a comprendere quale possa essere il disegno dietro la sua vicenda giudiziaria. Nelle sue parole emerge anche il riferimento alla possibilità di essere stato “nel posto sbagliato al momento sbagliato”, una spiegazione che però definisce insufficiente rispetto alla complessità di quanto accaduto.

La nuova indagine su Andrea Sempio

La Procura di Pavia ha formalizzato la chiusura dell’indagine su Andrea Sempio, contestandogli l’omicidio di Chiara Poggi con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti e futili. Un passaggio che rappresenta uno snodo importante nell’inchiesta riaperta sul caso di Garlasco e che potrebbe incidere sugli equilibri processuali costruiti negli anni.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Antonio De Rensis, legale di Stasi, il suo assistito starebbe vivendo questa fase con una “speranza crescente”, pur mantenendo prudenza. Il difensore ha spiegato che la nuova indagine potrebbe consentire di lavorare a una richiesta di revisione nel più breve tempo possibile, compatibilmente con la complessità degli atti da analizzare. Lo stesso legale ha parlato di un’inchiesta destinata, a suo dire, a “fare paura a qualcuno”.

La posizione della famiglia Poggi

Di fronte ai nuovi sviluppi investigativi, la famiglia Poggi continua però a sostenere con convinzione la colpevolezza di Alberto Stasi. I genitori di Chiara, attraverso i propri consulenti e legali, ritengono che la sentenza definitiva pronunciata nei confronti dell’ex fidanzato della giovane resti fondata.

L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che assiste la famiglia Poggi, ha sottolineato come per i genitori della vittima il dolore per la perdita della figlia resti centrale e immutato. Secondo il legale, Giuseppe e Rita Poggi sarebbero convinti che si stia tentando di togliere a Stasi il ruolo di responsabile dell’omicidio. Una posizione che conferma quanto il caso continui a dividere opinione pubblica e protagonisti della vicenda giudiziaria.

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