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“L’ha fatto ripetutamente”. Pamela Genini, emergono solo adesso dettagli shock sull’ex compagno

Pubblicato: 08/05/2026 08:51

La nuova fase dell’indagine sulla morte di Pamela Genini si concentra ora su quanto accaduto mesi dopo il femminicidio della giovane. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i movimenti attorno al loculo della 29enne nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, dove la salma era stata tumulata dopo l’omicidio avvenuto a Milano il 14 ottobre scorso.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali eseguiti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il corpo della donna sarebbe stato profanato nei primi giorni di novembre. La scoperta più inquietante riguarda l’assenza della testa dal feretro, un dettaglio che ha aperto un nuovo filone investigativo coordinato dal pm Giancarlo Mancusi.

Al centro dell’inchiesta è finito Francesco Dolci, ex compagno della vittima, ora indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di sepolcro. Gli investigatori stanno analizzando le sue visite al cimitero nelle settimane precedenti alla scoperta della manomissione.
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Le immagini delle telecamere e la visita nella notte

Le registrazioni delle telecamere relative ai giorni immediatamente successivi alla presunta profanazione non sono più disponibili. I filmati dei primi giorni di novembre sarebbero infatti stati cancellati automaticamente dal sistema di videosorveglianza del cimitero.

I carabinieri del nucleo Investigativo di Bergamo hanno però acquisito e analizzato le immagini più recenti, in particolare quelle dei giorni precedenti al 23 marzo, data in cui venne scoperta la manomissione del loculo.

Dalle verifiche sarebbe emerso un incremento delle visite di Francesco Dolci al camposanto. Tra gli episodi ritenuti più significativi dagli investigatori c’è quello avvenuto nella notte del 18 marzo. Le telecamere avrebbero ripreso il 41enne mentre raggiungeva in auto il cimitero di Strozza e si fermava davanti all’ingresso chiuso.

In quel periodo l’accesso era vietato ai cittadini per consentire alcuni lavori di riesumazione all’interno del cimitero. In un primo momento Dolci aveva negato di essere l’uomo ripreso dalle immagini, ma durante l’interrogatorio davanti al pm avrebbe poi ammesso la sua presenza sul posto.

La versione dell’indagato davanti al pm

Nel corso dell’audizione del 6 maggio, Francesco Dolci avrebbe spiegato agli investigatori di essersi recato al cimitero in stato di alterazione alcolica. Secondo quanto riferito, quella visita avrebbe avuto lo scopo di “parlare” simbolicamente con Pamela Genini dopo aver saputo che una delle sue querele era arrivata all’ufficio del giudice per le indagini preliminari.

Gli investigatori stanno valutando anche un messaggio inviato dall’uomo alla propria avvocata nella notte tra il 17 e il 18 marzo. Alle 1:49 il 41enne avrebbe scritto: “Dai un ultimo bacio alla tomba di Pamela”.

Al termine dell’interrogatorio la sua posizione è cambiata formalmente. Da persona informata sui fatti è diventato l’unico indagato dell’inchiesta sulla profanazione della salma. Gli inquirenti hanno inoltre disposto il sequestro del telefono cellulare e degli altri dispositivi elettronici nella sua disponibilità.

I controlli sul loculo e i sospetti degli investigatori

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, le visite di Dolci al cimitero sarebbero aumentate proprio a partire dal 16 marzo, in coincidenza con l’inizio dei lavori di riesumazione nel campo santo di Strozza.

L’ipotesi investigativa è che il 41enne potesse temere la scoperta della profanazione della bara. Le immagini delle telecamere, infatti, lo avrebbero ripreso più volte vicino al loculo della giovane, in particolare mentre controllava alcuni punti dove successivamente sarebbero stati individuati segni di manomissione.

Oltre alla visita notturna del 18 marzo, gli investigatori hanno ricostruito altri accessi al cimitero nei giorni successivi. Dolci sarebbe stato presente il 20 marzo, poi ancora il 21 marzo insieme alla madre, il 22 marzo e infine il 23 marzo, poche ore dopo la scoperta ufficiale dell’accaduto.

Quel giorno era prevista la traslazione della bara di Pamela Genini dal loculo basso alla tomba di famiglia. La cerimonia però venne interrotta improvvisamente proprio dopo l’emersione della profanazione.

Secondo quanto raccolto dagli investigatori, nel pomeriggio del 23 marzo Francesco Dolci sarebbe tornato ancora una volta al cimitero e avrebbe fotografato il loculo ormai aperto. Un dettaglio che ora rientra tra gli elementi analizzati dagli inquirenti nel tentativo di chiarire tempi, modalità e responsabilità della profanazione.

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