
Un presunto attacco informatico attribuito ai servizi segreti russi riaccende l’allarme sulla sicurezza digitale delle istituzioni europee. A denunciare pubblicamente quanto accaduto è stata l’europarlamentare Pina Picierno, che attraverso un messaggio diffuso sui social ha raccontato di aver subito un tentativo di accesso illecito al proprio account Signal, l’applicazione utilizzata per comunicazioni protette e riservate.
Secondo quanto riferito dalla vicepresidente del Parlamento europeo, gli elementi tecnici raccolti farebbero pensare a una campagna coordinata riconducibile all’FSB, il servizio di sicurezza federale della Federazione Russa. Nel mirino, stando a quanto emerso, non ci sarebbero soltanto esponenti politici, ma anche giornalisti, ricercatori indipendenti e funzionari europei.
La vicenda viene considerata particolarmente delicata per la natura delle comunicazioni gestite attraverso Signal. L’applicazione viene infatti spesso utilizzata per lo scambio di informazioni sensibili, documenti riservati e contatti con fonti protette.
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L’allarme dell’europarlamentare
Nel suo intervento pubblico, Pina Picierno ha parlato apertamente di una possibile operazione coordinata contro il sistema democratico europeo. “Nelle ultime ore ho subito un tentativo di violazione del mio account Signal”, ha scritto l’eurodeputata, spiegando che l’episodio sarebbe collegato a una più ampia attività di cyberattacco rivolta contro figure impegnate nelle istituzioni e nell’informazione.
La parlamentare ha sottolineato la gravità del possibile accesso ai contenuti custoditi nell’applicazione. “Su Signal transitano conversazioni e corrispondenze con dissidenti, colleghi eurodeputati, funzionari governativi e fonti sensibili”, ha spiegato.
Secondo Picierno, colpire questi strumenti di comunicazione significherebbe tentare di “monitorare, intimidire e infiltrare il dibattito democratico europeo”. Parole che evidenziano la preoccupazione per un fenomeno ritenuto ormai strutturale e non più episodico.
Nelle ultime ore ho subito un tentativo di violazione del mio account Signal riconducibile, secondo gli elementi tecnici emersi, a una campagna coordinata attribuita ai servizi segreti russi dell’FSB contro politici, giornalisti, ricercatori e funzionari europei.
— Pina Picierno (@pinapic) May 8, 2026
Il fatto è…
Coinvolto anche un ricercatore indipendente
L’europarlamentare ha collegato il proprio caso a un secondo episodio avvenuto nelle stesse ore. A essere colpito sarebbe stato anche un ricercatore indipendente che recentemente le aveva presentato uno studio relativo agli incontri tra lobbisti e rappresentanti di interessi russi e bielorussi a Bruxelles.
Secondo quanto riferito, il ricercatore avrebbe ricevuto una notifica di sicurezza da Google con l’indicazione di un tentativo di accesso al suo account da parte di una “entità governativa”.
Un dettaglio che, secondo Picierno, rafforzerebbe l’ipotesi di un’attività coordinata e mirata contro soggetti impegnati nell’analisi dei rapporti tra ambienti politici europei e interessi collegati a Mosca e Minsk.

Le verifiche del Parlamento europeo
Dopo la denuncia pubblica, la vicepresidente del Parlamento europeo ha annunciato l’avvio di una serie di controlli tecnici sui propri dispositivi elettronici. Nelle prossime ore saranno infatti i servizi competenti dell’Eurocamera a verificare l’eventuale presenza di compromissioni informatiche o fughe di dati.
Parallelamente, Picierno ha comunicato di aver presentato una denuncia alle autorità italiane affinché vengano svolti tutti gli accertamenti necessari sull’origine dell’attacco e sulle eventuali responsabilità.
L’obiettivo degli investigatori sarà capire se vi sia stato soltanto un tentativo di intrusione oppure se alcuni dati possano essere stati effettivamente intercettati.
“Non sono episodi isolati”
Nel suo messaggio, Pina Picierno ha voluto lanciare anche un avvertimento politico più ampio sul rischio rappresentato dalla cosiddetta guerra ibrida. “Non siamo davanti a episodi isolati, ma a un’operazione sistematica di guerra ibrida contro le istituzioni europee”, ha dichiarato.
Un’espressione che richiama le strategie sempre più utilizzate nel confronto geopolitico internazionale, dove cyberattacchi, disinformazione e attività di intelligence vengono considerati strumenti di pressione politica e destabilizzazione.
L’episodio denunciato dall’eurodeputata riporta così al centro del dibattito il tema della sicurezza informatica delle istituzioni europee e della protezione delle comunicazioni tra rappresentanti politici, giornalisti e fonti sensibili. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni, il timore è che le piattaforme di comunicazione riservata possano trasformarsi in uno dei principali obiettivi delle attività di spionaggio digitale.


