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“L’ha seguita, poi le ha strappato il figlio”. Dramma in Italia, urla strazianti della mamma del neonato

Pubblicato: 08/05/2026 13:13

La sera sembrava scorrere con la solita monotonia dei gesti quotidiani, quella calma apparente che accompagna il rientro a casa dopo una giornata intensa. Una giovane madre camminava spedita, spingendo il passeggino e tenendo vicino a sé il figlio più grande, con il solo desiderio di chiudersi la porta alle spalle e ritrovare il calore delle mura domestiche. Non poteva immaginare che nell’ombra, a pochi passi dai suoi talloni, il pericolo avesse assunto le sembianze di un uomo silenzioso e determinato.

Quella sensazione sgradevole di essere osservata, quel brivido lungo la schiena che spesso ignoriamo per razionalità, si è trasformato in un incubo improvviso proprio sulla soglia del portone. In un istante, la routine si è spezzata sotto la violenza di un gesto folle: una mano estranea che si allunga verso la creatura più fragile, un tentativo di strappare via una vita di soli sei mesi, trasformando un tranquillo androne condominiale nel teatro di una lotta disperata per la sopravvivenza e l’amore materno.

Terrore nel quartiere di Sampierdarena

L’episodio ha scosso profondamente la città di Genova, precisamente la zona di via Campasso, dove intorno alle ore 21.30 di ieri sera si è consumato un fatto di cronaca che ha dell’incredibile. Una donna, mentre faceva rientro presso la propria abitazione, si è accorta di essere pedinata da un individuo sospetto. Nonostante il tentativo di accelerare il passo per mettersi in salvo all’interno del proprio palazzo, l’aggressore è riuscito a infilarsi nell’edificio prima che il portone si chiudesse. Una volta all’interno del perimetro condominiale, l’uomo, un trentenne di nazionalità egiziana, si è scagliato contro il passeggino. La dinamica riportata dalle autorità è agghiacciante: l’individuo avrebbe afferrato il neonato per il collo nel tentativo di sottrarlo alla custodia della madre. La prontezza dei riflessi della donna è stata fondamentale per evitare il peggio.

Reazione della madre e dei passanti

Di fronte a un atto di tale ferocia, la vittima ha reagito con tutta la forza possibile, iniziando a urlare con estremo vigore per attirare l’attenzione di chiunque si trovasse nelle vicinanze. Anche il figlio maggiore della donna ha dato prova di enorme coraggio, cercando di interporsi tra l’aggressore e il fratellino di soli sei mesi. Il trentenne, tuttavia, non ha esitato a usare la forza anche contro il bambino più grande, spingendolo brutalmente via per continuare il suo intento criminale. Le grida strazianti della madre hanno però sortito l’effetto sperato, richiamando diversi passanti e residenti della zona. Sentendosi braccato e vedendo svanire l’effetto sorpresa, l’uomo ha deciso di desistere dal suo piano, abbandonando l’androne del palazzo e dileguandosi rapidamente per le vie limitrofe.

Subito dopo la fuga dell’aggressore, un conoscente della famiglia che si trovava nei paraggi ha provveduto a contattare il numero di emergenza, allertando simultaneamente il padre dei bambini. Sul luogo sono giunte tempestivamente le pattuglie della Polizia di Stato, che hanno immediatamente raccolto le testimonianze e la descrizione del sospettato. Gli agenti hanno dato inizio a una vera e propria caccia all’uomo che ha interessato l’intero quartiere per circa due ore. Grazie al coordinamento delle volanti e alla precisione dei dettagli forniti dalla madre sotto shock, le forze dell’ordine sono riuscite a individuare il trentenne e a bloccarlo definitivamente. L’indagato si trova ora in stato di fermo e la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà determinare i capi d’imputazione per un gesto tanto grave quanto apparentemente privo di senso logico.

Condizioni del neonato al Gaslini

Nonostante il trauma fisico e psicologico subito, le notizie che giungono dall’ospedale pediatrico sono rassicuranti. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza al Gaslini di Genova per essere sottoposto a tutti gli accertamenti clinici necessari, data la delicatezza della zona colpita, ovvero il collo. I medici hanno effettuato una serie di esami diagnostici per escludere lesioni interne o problemi respiratori derivanti dalla pressione esercitata dall’aggressore. Fortunatamente, il bambino non ha riportato ferite gravi e le sue condizioni generali sono giudicate stabili, sebbene rimanga sotto osservazione per monitorare eventuali evoluzioni post-traumatiche. La comunità locale resta in attesa di ulteriori sviluppi sulle indagini, mentre lo shock per un tentato rapimento così violento continua a generare un acceso dibattito sulla sicurezza urbana.

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