Vai al contenuto

“Non riesce più a farlo”. Francesca sopravvissuta alla strage di Crans-Montana: cosa le succede

Pubblicato: 11/05/2026 11:03

Ci sono traumi che lasciano segni evidenti sulla pelle e altri che continuano a vivere nel silenzio della mente. A volte il corpo conserva cicatrici profonde mentre i ricordi si dissolvono, come se il cervello tentasse disperatamente di proteggersi da immagini troppo dolorose da affrontare. È in questo spazio fragile, sospeso tra memoria e rimozione, che oggi vive una delle giovani sopravvissute al rogo di Crans-Montana.

Per mesi il suo nome è rimasto fuori dagli elenchi ufficiali dei feriti italiani coinvolti nell’incendio del locale Constellation. Eppure anche lei porta addosso le conseguenze di quella notte drammatica: ustioni, interventi, paura e soprattutto un vuoto che ancora oggi non riesce a colmare. Un’assenza di ricordi che la tormenta più delle ferite fisiche.

La protagonista di questa storia è Francesca Aldè, studentessa milanese di 17 anni, che oggi prova lentamente a tornare alla normalità dopo mesi segnati dalla riabilitazione e dal trauma psicologico. Ma c’è una cosa che continua a mancarle: sapere davvero cosa è successo in quei momenti di panico e fiamme da cui è uscita viva quasi senza memoria.
Leggi anche: Crans-Montana, testimone chiave ritirata tutto: “Ero confuso”

Il vuoto dopo l’incendio

Francesca racconta di ricordare soltanto frammenti confusi di quella notte al Constellation di Crans-Montana. Tutto ciò che è accaduto durante l’incendio sembra essersi cancellato improvvisamente dalla sua mente.

Le ultime immagini nitide che conserva risalgono agli istanti precedenti al rogo. Poi soltanto flash sparsi, sensazioni isolate e racconti ascoltati successivamente dagli amici sopravvissuti. La giovane spiega di non ricordare le fiamme, le urla, né quello che avrebbe detto durante la fuga.

Sa però di aver cercato di scappare insieme agli altri ragazzi presenti nel seminterrato del locale. In quei momenti avrebbe ricevuto una telefonata della sorella minore, rimasta al piano superiore. Poco dopo sarebbero iniziate le urla che annunciavano l’incendio.

Secondo quanto le è stato raccontato, Francesca avrebbe invitato tutti a uscire immediatamente dal locale. Lei stessa, però, non conserva memoria diretta di quelle parole.

La fuga tra il fuoco e il dolore

I pochi ricordi rimasti riaffiorano soprattutto attraverso sensazioni fisiche. Francesca racconta di aver tentato di correre verso l’uscita, ma di essere stata spinta durante la fuga sulle scale.

Cadendo avrebbe riportato una grave lesione al ginocchio con la fuoriuscita della rotula. Nonostante il dolore, la ragazza sarebbe riuscita a rimetterla a posto da sola pur di continuare a camminare e salvarsi.

All’esterno del locale, qualcuno avrebbe ripreso i momenti immediatamente successivi alla fuga. È proprio attraverso quelle immagini che Francesca ha scoperto le condizioni in cui era riuscita a uscire dal Constellation.

Indossava jeans e un body a maniche lunghe che, a causa del calore e delle sostanze presenti nell’incendio, si sarebbero sciolti sulla pelle provocandole gravi ustioni sulla parte posteriore del corpo.

La giovane ricorda soprattutto il dolore provocato dalle gocce bollenti che continuavano a cadere addosso durante la fuga. Poi il ritorno a casa in stato di shock, senza una scarpa e quasi priva di lucidità.

Le ferite fisiche e psicologiche

Dopo l’incendio, Francesca è stata curata dai medici del San Raffaele. Ha riportato ustioni di secondo e terzo grado oltre alla rottura dei legamenti del ginocchio.

La famiglia ha scelto di assisterla prevalentemente in casa dopo l’intervento, anche per il timore di possibili infezioni ospedaliere. Per oltre due mesi la ragazza è rimasta isolata nella sua stanza affrontando un lungo percorso di recupero.

Il ritorno alla vita quotidiana, però, si è rivelato molto più difficile del previsto. Tornare a scuola dopo mesi di stop ha significato recuperare verifiche, interrogazioni e lezioni perse, con una fatica che la studentessa descrive come ancora molto pesante.

Alle difficoltà fisiche si aggiungono quelle psicologiche. Francesca racconta di non riuscire più a sopportare l’odore del fumo e di sentirsi male ogni volta che si trova in un ambiente chiuso.

Nel frattempo continua a mantenere contatti costanti con gli altri ragazzi sopravvissuti all’incendio, molti dei quali hanno affrontato cure lunghissime e condizioni gravissime negli ospedali italiani.

Crans-Montana: immagine collegata al racconto choc sulla tragedia

Il desiderio di vedere il video della tragedia

C’è però un aspetto che continua a tormentare la giovane: il bisogno di recuperare la memoria perduta. Per questo Francesca vorrebbe vedere il video della tragedia.

La ragazza spiega di temere che quei ricordi possano riaffiorare improvvisamente in futuro, senza alcun controllo e senza essere preparata psicologicamente ad affrontarli. Per questo desidera confrontarsi volontariamente con quelle immagini.

Fino a oggi è stata la madre a impedirle di vedere il filmato, cercando di proteggerla da un ulteriore trauma. Ma Francesca, che compirà presto 18 anni, sente sempre più forte la necessità di capire cosa sia realmente accaduto durante quei minuti cancellati dalla sua memoria.

Una scelta difficile, maturata tra la paura di soffrire ancora e il desiderio di ricostruire completamente quella parte della propria vita rimasta intrappolata nel vuoto lasciato dal trauma.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure