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“Apparire come vittima”. Garlasco, spunta quel biglietto: clamoroso, cosa c’è scritto

Pubblicato: 11/05/2026 11:12

Il nuovo filone d’indagine sul delitto di Garlasco continua a concentrarsi su Andrea Sempio, unico indagato nell’inchiesta riaperta dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi. Un quadro investigativo complesso, in cui gli inquirenti stanno cercando di distinguere tra suggestioni mediatiche e possibili elementi concreti, in un caso che da anni divide opinione pubblica e giustizia.

Al centro dell’attenzione dei magistrati c’è la ricostruzione del profilo dell’indagato, che secondo gli atti appare segnato da elementi definiti “anomali” dagli investigatori. L’interrogativo di fondo resta aperto: Sempio vittima di un gossip giudiziario o protagonista consapevole di una dinamica più strutturata?

Secondo quanto emerge dalle carte, la Procura avrebbe raccolto una serie di elementi considerati rilevanti: appunti manoscritti, file digitali, intercettazioni e comportamenti ritenuti compatibili con una possibile conoscenza anticipata della scena del crimine. Tra questi anche annotazioni su tecniche di approccio e riferimenti a dinamiche relazionali con le donne.

Particolarmente discussi sono alcuni fogli ritrovati in un sacchetto della spazzatura, abbandonato lontano da Garlasco. Su quei documenti compaiono frasi come “cane”, “campanello”, “finestra da fuori” e “Tv che ripete assassino”, elementi che gli investigatori ritengono potenzialmente collegabili alla scena dell’omicidio.

Sul retro degli stessi fogli, però, emergono anche appunti di natura completamente diversa, legati a riflessioni sulle relazioni sentimentali e sulla seduzione: «L’80% non danno segnali ma puoi sedurre» e «Approcciare le ragazze è condizione necessaria ma non sufficiente».

Un altro elemento considerato dagli inquirenti riguarda alcune intercettazioni ambientali in auto, risalenti al periodo precedente a un interrogatorio del 2017. In quei dialoghi, Sempio parla di come affrontare le domande degli investigatori, dicendo: «Lo scopo non è andare lì e rispondere, lo scopo è fare la vittima».

Nelle carte dell’inchiesta compaiono anche file digitali rinvenuti su dispositivi riconducibili all’indagato. Tra questi un documento intitolato “Genesi dell’aggressione predatoria” e riferimenti a casi di cronaca internazionale, tra cui quello di Issei Sagawa, che Sempio avrebbe commentato definendo la vicenda «una storia d’amore».

Gli investigatori sottolineano che nessuno di questi elementi, singolarmente, costituisce una prova diretta di colpevolezza. Tuttavia, secondo la loro valutazione complessiva, contribuirebbero a delineare un quadro indiziario ritenuto meritevole di approfondimento.

Resta così sospeso il nodo centrale dell’inchiesta: la possibilità che questi indizi raccontino un profilo criminale strutturato oppure una lettura deformata da anni di attenzione mediatica sul caso. Un equilibrio fragile su cui si gioca ancora una parte decisiva della nuova indagine su Chiara Poggi.

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