
Nel labirinto giudiziario del delitto di Chiara Poggi emerge ora un nuovo capitolo rimasto finora nell’ombra. Dagli atti dell’inchiesta aperta nel 2025 su Andrea Sempio affiora infatti l’esistenza di un procedimento contro ignoti aperto nel 2013 dalla Procura di Pavia e archiviato soltanto nel 2018.
Un fascicolo finora mai emerso pubblicamente e che, secondo quanto riportato nelle carte depositate dalla Procura, sarebbe nato da una denuncia-querela presentata dalla difesa di Alberto Stasi.
Il dettaglio temporale rende la vicenda ancora più singolare: nel 2013 Stasi non era ancora stato condannato in via definitiva e non aveva neppure affrontato il processo d’appello bis che, nel 2014, lo avrebbe portato alla condanna a 16 anni di carcere.
Il procedimento, registrato con numero 255/2013, viene citato in una memoria firmata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi insieme alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza.
Il contesto è quello successivo alla decisione della Corte di Cassazione del 18 aprile 2013, quando venne annullata l’assoluzione di Stasi nel primo processo d’appello per disporre nuovi approfondimenti investigativi.
Secondo quanto emerge dagli atti, il 3 dicembre 2015 la Procura chiese l’archiviazione dell’indagine contro ignoti sostenendo che per l’omicidio di Chiara Poggi “si procede già nell’ambito di un altro processo penale a carico di indagato noto” e che non erano emersi elementi per ipotizzare responsabilità di terzi.
L’archiviazione definitiva arrivò però soltanto il 2 gennaio 2018.
Resta ancora poco chiaro il contenuto esatto della denuncia-querela che diede origine a quel fascicolo. Non si esclude un possibile collegamento con un’altra denuncia presentata nel 2017 dai legali di Stasi, Fabio Giarda e Giada Bocellari.
All’epoca i difensori parlarono di presunti episodi di stalking, intimidazioni e pedinamenti subiti durante lo svolgimento delle indagini difensive sul caso Garlasco.
Intanto, sul fronte attuale, la difesa di Alberto Stasi — oggi rappresentata da Bocellari e Antonio De Rensis — continua a preparare la richiesta di revisione della sentenza definitiva, sostenendo che la nuova indagine della Procura di Pavia abbia fatto emergere elementi in grado di mettere radicalmente in discussione la condanna dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.


